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19
Ott

Onoranze funebri ad Alba

L’Alba Onoranze Funebri è sempre al vostro fianco in un momento delicato quale può essere la perdita di un proprio caro.

Un punto di riferimento per le onoranze funebri ad Alba

L’Alba Onoranze Funebri di Alba, che prende il nome dall’omonima cittadina piemontese dove ha una delle due sedi, è nata negli anni ’80 dal volere di Claudio Cencio. Con il passare del tempo è diventata un punto di riferimento del settore grazie al rapporto di fiducia e di stima che si è sviluppato con tutte le persone che si sono rivolte alla famiglia Cencio. L’impresa di onoranze funebri ad Alba assicura infatti una reperibilità durante tutti i giorni della settimana, anche di notte e nei festivi. Tutte le cerimonie, nonché l’adempimento delle pratiche, sono svolte con estrema professionalità e delicatezza, nel pieno rispetto del dolore provato dai familiari del defunto.

I servizi offerti dall’impresa funebre ad Alba

Alba è un’impresa funebre ad Alba a 360° gradi, che offre diversi servizi a chi ha bisogno di un aiuto in un momento così difficile. In primo luogo lo staff fa da garante per tutte le pratiche amministrative che occorrono per organizzare un funerale ad Alba, da quelle sanitarie sino a quelle comunali e cimiteriali compresa l’affissione degli avvisi di lutto, di partecipazione e di ringraziamento. Con attenzione e cura il personale si assume il compito di vestire il defunto e di posarlo all’interno del cofano funebre. Inoltre la famiglia viene sollevata dall’incombenza dell’allestimento della camera ardente che viene predisposta, qualora ve ne fosse richiesta, in maniera elegante e raffinata. Il trasporto del feretro verso il luogo in cui è prevista la cerimonia e successivamente verso il cimitero avviene con auto di proprietà di ultima generazione. Infine l’impresa funebre di Alba si prende carico dei lavori di sepoltura della salma.

Il personale si occupa in autonomia di organizzare un funerale ad Alba

L’azienda è da sempre al fianco delle famiglie e si occupa in piena autonomia di organizzare un funerale ad Alba e nei comuni limitrofi, senza gravare ulteriormente su parenti ed amici del caro estinto. Il personale attento e qualificato è in grado di organizzare un funerale ad Alba con competenza e serietà. Con grande discrezione affianca i parenti nella scelta dei cofani funebri e delle urne cinerarie, tutti realizzati in legno massello con fregi intagliati o lineari. Sono a disposizione dei clienti anche diversi addobbi floreali, dal semplice mazzo sino alle corone di fiori, indispensabili per organizzare un funerale ad Alba.

5
Ott

Arte funeraria: cos’è e quali sono i prezzi

Cos’è l’arte funeraria? Ecco una panoramica sulle sue caratteristiche, i suoi costi e le sue origini.

L’importanza della scelta dei materiali per l’arte funeraria

Con il termine arte funeraria si intende la realizzazione di vere e proprie opere funebri per commemorare e rendere omaggio ai propri cari defunti. Parliamo di monumenti, lapidi o, in caso di cremazione, urne cinerarie che vengono aggiunti al sito di sepoltura per decorarlo ed abbellirlo. L’arte funeraria più pregiata predilige le opere realizzate in pietra naturale come il marmo, l’ardesia, il granito e la pietra serena. Questi materiali per l’arte funeraria permettono una durata delle incisioni maggiore rispetto ad altri. È fondamentale effettuare la giusta scelta dei materiali per l’arte funeraria da utilizzare in base al clima e al tempo: alcuni di essi possono essere infatti soggetti ad usura e corrosione dovuta alle cattive condizioni meteo oppure al troppo caldo.

Le origini e lo sviluppo dell’arte funeraria

Dopo aver capito in cosa consiste l’arte funeraria, andiamo a scoprirne le origini che risalgono a periodi preistorici. Le tracce più importanti le abbiamo con l’Antico Egitto, con mummie, statue, pareti con dipinti, ecc. L’arte funeraria in questo senso era strettamente connessa con la loro credenza religiosa. Nell’antica Grecia si era soliti decorare le pareti delle camere tombali con affreschi, ornamenti in terracotta e angeli scolpiti sulle tombe. Gli antichi romani commemoravano i loro defunti con sculture a grandezza naturale o sarcofagi decorati su ogni lato. In Cina, invece, l’arte funeraria era simbolo di potere e fortuna. Si tratta dunque di una tradizione antichissima che, seppur modificata, si tramanda fino ai giorni nostri.

Quali fattori incidono sui prezzi dell’arte funeraria

I prezzi dell’arte funeraria dipendono da diversi fattori. Dato che l’opera può essere inserita anche dopo la sepoltura, è possibile ponderare bene la scelta con calma. Oltre al materiale scelto, i prezzi dell’arte funeraria dipendono dal genere di lavorazione che viene richiesta. Più articolata essa sarà, più tempo e dunque più denaro richiederà. Ad incidere sui prezzi dell’arte funeraria vi è poi il tipo di incisione che viene inserita. È bene ricordare che le opere funerarie si contraddistinguono per lavorazioni in cui è necessaria una conoscenza approfondita delle caratteristiche dei diversi materiali. Per questo è importante non lesinare sui prezzi dell’arte funeraria, ma anzi affidarsi unicamente a professionisti del settore. L’Alba Onoranze Funebri saprà consigliarvi la soluzione più adatta per rendere unica l’opera funeraria in onore del vostro caro.

5
Ott

Cerimonia funebre: cosa cambia ai tempi del Coronavirus

In questo articolo troverete un approfondimento su cos’è cambiato nello svolgimento della cerimonia funebre ai tempi del Coronavirus.

Tutti i comportamenti vietati ai funerali

Il Coronavirus ha stravolto completamente le nostre vite e le nostre abitudini, andando a coinvolgere ogni momento di aggregazione. Tra le tante situazioni che sono state toccate dalle varie restrizioni previste dai diversi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (i ben più noti DPCM) vi sono anche gli ultimi addii ai propri cari. Nel momento peggiore della pandemia da Covid-19 la celebrazione dei funerali – così come delle messe – era stata vietata. Nonostante queste restrizioni siano venute meno, vi sono ancora oggi alcuni comportamenti non permessi durante la celebrazione dei funerali. Tra questi ricordiamo gli abbracci per porgere le proprie condoglianze e le strette di mano per scambiarsi il segno della pace. Inoltre sono precluse le Chiese piene di invitati per rendere omaggio al caro estinto.

Le cerimonie funebri durante la “fase due”

Facendo un passo indietro, la svolta per la celebrazione della cerimonia funebre per il Covid-19 si è avuta nella cosiddetta “fase due” scattata a maggio, quando sono state nuovamente autorizzate. Il tutto seguendo regole stringenti stabilite dal Comitato tecnico scientifico per evitare che il virus riprendesse a circolare con forza. Alla celebrazione dei funerali erano ammessi solo i parenti stretti con un numero di congiunti che non superasse le 15 persone. Si dovevano evitare gli assembramenti al di fuori della Chiesa nonché i cortei di accompagnamento al feretro. Inoltre ai parroci era affidato il compito di individuare un addetto alla sicurezza che si occupasse di misurare la temperatura corporea dei partecipanti. In caso di febbre superiore ai 37,5 gradi la persona in questione non poteva partecipare alla cerimonia funebre per il Covid-19.

Quali sono le regole per le cerimonie funebri oggi

Al momento, invece, le regole per le cerimonie funebri con il Coronavirus sono meno stringenti. Sono consentite con la partecipazione di al massimo di 15 persone, anche se non congiunti, purché tutte munite di mascherine. Tra le regole per le cerimonie funebri con il Coronavirus permangono il fondamentale distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra un partecipante e l’altro ed il divieto di accesso in caso di temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Inoltre è consigliato che le celebrazioni dei funerali avvengano all’aperto. In caso contrario, una volta terminate, è bene aprire tutte le finestre e le porte per il ricambio dell’aria. Per quel che concerne la sanificazione, essa deve avvenire regolarmente attraverso la pulizia delle superfici e degli arredi con idonei detergenti ad azione antisettica.

5
Ott

CONCESSIONI CIMITERIALI PERPETUE: COSA DICE LA NORMATIVA

Come vengono regolate le concessioni cimiteriali perpetue in base alla normativa vigente? In questo articolo spiegheremo cosa sono, quanto durano e come si attuano revoca e successione.

Concessioni cimiteriali e riferimenti normativi

Le concessioni cimiteriali vengono concesse tramite un atto amministrativo tra l’ente comunale e persone fisiche o giuridiche, allo scopo di individuare un’area del cimitero per la costruzione di sepolcri per i defunti della propria famiglia o associati.

Le concessioni cimiteriali possono essere applicate ai loculi, alle tombe a terra, agli ossari, alle urne cinerarie, ma tipicamente si associano alle tombe di famiglia.

Le fonti di diritto che regolano le concessioni cimiteriali perpetue si ritrovano nel DPR n. 285/1990, che sostituisce il precedente DPR n. 803/1975, nelle leggi regionali e nei regolamenti comunali di polizia mortuaria.

 

Concessioni cimiteriali perpetue: quanto durano.

In buona sostanza, la legge del 1990 sancisce che le concessioni cimiteriali sono a tempo determinato, per un periodo non superiore ai 99 anni e non oltre i 50 anni dall’ultima sepoltura.

Secondo il principio di irretroattività della norma giuridica, tuttavia, le concessioni concordate prima del DPR n.803/1975 conservano inalterato il carattere di perpetuità.

La materia è spesso oggetto di contenziosi su cui si sono dovuti pronunciare diversi tribunali locali. Il cimitero, infatti, è parte del demanio pubblico del Comune di appartenenza e potrebbero sussistere motivi di pubblica utilità che giustificherebbero la revoca delle concessioni cimiteriali.

 

Revoca e decadenza delle concessioni: come funziona.

Il Comune che rilascia la concessione può dettare le condizioni e gli obblighi a carico del beneficiario: ad esempio, rispettare un limite di tempo per la costruzione della sepoltura e occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria.

Se nel caso delle concessioni cimiteriali più recenti, la revoca può sussistere in caso di gravi mancanze da parte dei beneficiari rispetto a tali obblighi o per motivi di pubblica utilità, per quanto riguarda le concessioni cimiteriali perpetue la revoca può avvenire solo su richiesta dei beneficiari, oppure in caso di soppressione del cimitero stesso.

La decadenza, invece, può sussistere in entrambe le situazioni in caso di abbandono per incuria o per morte dei beneficiari, qualora fosse impossibile reperire gli eredi aventi diritto.

 

Come avviene la successione delle concessioni cimiteriali

 

Per la successione agli eredi occorre fare riferimento al Regolamento di polizia mortuaria, dove sono indicate le condizioni e le modalità di passaggio agli aventi diritto.

Le possibilità attuabili sono principalmente due: alla morte del beneficiario, all’erede si trasferisce anche il titolo di concessionario, presentando il modello di voltura presso l’ente locale di riferimento; oppure gli eredi possono beneficiare solo dello “Jus Sepulchri”, cioè del diritto d’uso, ma non della titolarità delle concessioni cimiteriali.

In entrambi i casi, gli obblighi relativi alla manutenzione del sepolcro sono a carico degli eredi beneficiari.

 

11
Ago

Tanatoestetica: come preservare il corpo di un defunto

La tanatoestetica è una pratica poco conosciuta ma indispensabile per permettere ad amici e parenti di porgere l’ultimo saluto al proprio caro nel modo più sereno possibile. Si tratta di una vera e propria disciplina, che segue un rigido protocollo, e che aiuta i familiari della vittima a trovare un po’ di conforto. Vediamo in cosa consiste la tanatoestetica.

Il ruolo della tanatoestetica nella preparazione della salma

La preparazione della salma è uno dei momenti più delicati da affrontare per i parenti e gli amici della vittima. Per questo motivo, viene spesso affidata a dei professionisti del settore, che, con discrezione e doveroso rispetto, preparano il defunto per la veglia funebre. È proprio nella fase di preparazione della salma che rientra la tanatoestetica, che riguarda la pulizia, la vestizione e infine la toelettatura del defunto. L’obiettivo di questa pratica è proprio quello di eliminare e nascondere i segni del decesso e le deturpazioni dovute a traumi o ferite per presentare la salma alla famiglia con un aspetto sereno, come quando era in vita. La tanatoestetica si basa su diverse tecniche, che devono essere eseguite da personale specializzato: si passa dalla disinfezione e pulizia della pelle e dei capelli alla chiusura degli orifizi, dai quali potrebbero altrimenti fuoriuscire dei liquidi. La fase finale riguarda la realizzazione del make-up, per regalare al defunto un aspetto sano, pulito e composto, come se stesse semplicemente dormendo.

Tanatoestetica e tanatoprassi: le differenze

La tanatoestetica non deve essere confusa con la tanatoprassi. Sono infatti due discipline completamente diverse, anche se entrambe hanno a che fare con la preparazione del defunto. Come abbiamo visto, la tanatoestetica riguarda l’estetica della salma mentre la tanatoprassi è un trattamento “post-mortem” che ha come obiettivo la conservazione temporanea della salma. Prevede infatti un’iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante che permette di ritardare il processo di decomposizione di alcune settimane. La tanatoprassi è quindi una tecnica di conservazione, utile in caso di morti sospette o di decessi che richiedono l’intervento di un medico legale.

11
Ago

Cosa fare dopo un decesso

Quando una persona della famiglia viene a mancare, inevitabilmente il patrimonio del defunto deve essere ripartito tra i parenti più vicini in quote già stabilite. Tuttavia, può accadere per diversi motivi che l’estinto, quando ha fatto testamento, abbia espresso il desiderio di devolvere i propri averi a degli estranei. In questi casi cosa succede? La legge tutela i parenti del defunto oppure no? Facciamo dunque chiarezza su questo punto e scopriamo cosa fare dopo il decesso di un genitore o marito.

Quote ereditarie: come la legge tutela i parenti del defunto

 

Quella delle quote ereditarie è una questione molto dibattuta e sulla quale vale la pena fare chiarezza. Se i parenti non sono stati menzionati nel testamento del defunto perché la volontà di quest’ultimo era quella di escluderli dall’eredità, non è possibile esaudire appieno i suoi desideri. La legge infatti tutela i parenti del defunto più vicini come coniuge e figli. Le modalità secondo cui è calcolato l’asse ereditario tengono conto della quantità di beni da dividere.

Cosa fare dopo il decesso di un genitore o di un marito

 

Se purtroppo hai da poco perso un parente stretto e non sai cosa fare dopo il decesso di un genitore o di un marito, ecco alcuni suggerimenti di cose da fare.

  • Bisogna aggiornare l’intestazione dei contratti relativi alle utenze. Se si desidera effettuare una voltura e il richiedente è un parente del defunto avrà diritto allo stesso contratto, senza pagare costi aggiuntivi per il passaggio.
  • Occorre comunicare alla banca la morte del defunto che aveva intestato un conto a suo nome. Va bene sia farlo tramite raccomandata A/R sia di persona, avendo cura di lasciarsi consegnare una ricevuta.
  • Per poter acquisire i beni del defunto, occorre pagare una tassa di successione il cui importo varia tra il 4 e l’8% del valore dei risparmi.
  • Al fine di cancellare la persona scomparsa dal modulo Tari, bisogna presentare all’ufficio dei tributi una dichiarazione di successione.
28
Lug

Traslazione salma: cosa dice la normativa

Con il termine traslazione della salma si intende il trasporto della stessa da un luogo di sepoltura a un altro. Di norma in Italia la sepoltura è da considerarsi definitiva sino alla sua scadenza. Sono presenti, però, delle circostanze precise in cui la legge rende possibile la traslazione del defunto prima della debita scadenza. Ecco quali sono e come si può richiedere la traslazione della salma.

La normativa sulla traslazione della salma

Seconda la normativa sulla traslazione della salma, essa può essere richiesta avviando le pratiche apposite presso gli Uffici di Informazione e Accompagnamento. Quando può avvenire? Nel caso in cui si desideri ricomporre il nucleo famigliare o per far sì che un famigliare acceda al luogo della sepoltura qualora abbia un handicap fisico certificato da un medico. Infine la traslazione della salma può essere autorizzata quando si ha necessità di effettuare una manutenzione urgente al luogo di sepoltura attuale. Qualora si volesse avvicinare il defunto alla famiglia, la normativa sulla traslazione della salma prevede che si possa fare solo se la famiglia stessa ha allestito un sepolcro privato o riservato un loculo prossimo o adiacente a quello di una persona deceduta successivamente. Se invece la salma del defunto è stata cremata, può essere inserita nel loculo di un famigliare solamente previa autorizzazione del Comune.

La traslazione della salma fuori città

Nonostante solitamente la traslazione della salma venga richiesta a livello intracimiteriale, è possibile richiedere il trasferimento del defunto nel cimitero di un altro Comune sia in Italia che all’estero. Per avviare un trasferimento in Italia se si tratta di un feretro è obbligatorio rivolgersi ad un’impresa funebre specializzata come L’Alba Onoranze Funebri, che si occuperà di tutti gli aspetti burocratici. Se invece la salma è stata cremata o si trova in una cassettina ossario è possibile agire in autonomia. Nel caso in cui sia il cimitero stesso a richiedere la traslazione della salma per motivi organizzativi, le spese sono a carico dell’organo cimiteriale.

Quali sono le procedure per il trasporto della salma

Per procedere al trasporto della salma si deve inviare una domanda indirizzata al Sindaco con marca da bollo per ottenere l’autorizzazione a procedere. Queste pratiche vanno adempiute qualora vi sia la necessità di spostare il defunto da un cimitero di un Comune ad un altro. Per la presentazione della domanda ci si può recare presso l’Ufficio Concessioni Cimiteriali oppure incaricare una ditta di onoranze funebri, che dovrà comunque occuparsi del trasporto della salma.

10
Lug

Differenza tra tumulazione e inumazione

Le pratiche per la sepoltura variano a seconda che si tratti di una tumulazione, un’inumazione o una cremazione. Scopriamo insieme tutte le differenze.

Qual è la differenza tra tumulazione e inumazione

Andiamo a capire la differenza tra tumulazione e inumazione. Con quest’ultimo termine si intende il seppellimento di un cadavere in una fossa scavata dentro la terra. Il defunto viene dunque collocato all’interno di una bara di legno e posto nel terreno. In questo modo si mira a rendere il più rapida possibile la trasformazione delle materie organiche in sale minerali. Tale processo di mineralizzazione avviene in un arco temporale di una decina di anni. Sempre per quanto riguarda la differenza tra tumulazione e inumazione, parliamo ora della tumulazione a terra. Essa avviene in un loculo, in una tomba oppure una cappella ed il feretro è composto da una duplice cassa. Il corpo è posto in una cassa di zinco sigillata ermeticamente, contenuto a sua volta in una bara di legno. In questo caso il periodo di mineralizzazione è superiore a 20 anni.

Le pratiche per l’inumazione e la tumulazione

Sia per l’inumazione che per la tumulazione a terra si deve richiedere l’autorizzazione alla sepoltura prima di poter procedere con il ritiro. Tale richiesta, che autorizza anche il trasporto della salma, deve essere inoltrata all’ufficiale dello Stato Civile del Comune non prima che siano trascorse 24 ore dal decesso. Per poter dar luogo alle pratiche per inumazione e tumulazione a terra è necessario avere con sé il modello ISTAT compilato dal medico, il certificato stilato dal medico necroscopo e, qualora si fosse trattato di una morte improvvisa o violenta, il nulla osta dell’Autorità Giudiziaria. Nel caso in cui, poi, si scegliesse di far avvenire l’inumazione o la tumulazione a terra del defunto nel cimitero di un altro Comune, bisognerà presentare qui un’apposita comunicazione.

La tumulazione delle ceneri

In alternativa è possibile ricorrere ad una terza pratica, la cremazione del caro estinto. In questo caso il cadavere viene ridotto in gas e frammenti ossei friabili durante tale processo ed infine sminuzzato sino a diventare cenere. A seconda delle volontà del defunto o dei parenti, si può optare per la tumulazione delle ceneri oppure queste possono venire conservate all’interno di un’urna in casa o sparse in luoghi appositi. Parliamo solo di zone private, lontane da centri abitati e di tratti di mare, laghi o fiumi liberi da natanti e manufatti. Per procedere alla tumulazione delle ceneri è obbligatorio richiedere l’autorizzazione del Sindaco.

28
Giu

Decesso pensionato: cosa fare con l’Inps

Se il familiare defunto era pensionato, la prima cosa che devono fare i suoi eredi è comunicare la morte all’Inps o a qualsiasi altro ente che gli erogava la pensione. Inoltre si dovrà eventualmente restituire il libretto di pensione.

Cosa fare con l’Inps per il decesso del pensionato

La morte di una persona cara porta con sé grande dolore, ma anche innumerevoli adempimenti burocratici. Tra queste vi è anche la questione della pensione. Cosa fare con l’Inps per il decesso del pensionato dunque? In primo luogo chiariamo che l’Istituto non provvede automaticamente a bloccare l’erogazione dei bonifici. Devono essere infatti gli eredi o i parenti più stretti a dare comunicazione del decesso all’Inps. Attenzione al fatto che chi percepisce indebitamente la pensione dallo Stato commette un reato penale. Scopriamo quindi cosa fare con l’Inps per il decesso del pensionato.

La comunicazione del decesso all’Inps

La prima cosa è dare comunicazione del decesso all’Inps. In che modo? Tramite un’autocertificazione che attesti la morte del pensionato. Nel caso in cui tale comunicazione sia inoltrata in ritardo, le mensilità accreditate dopo il decesso andranno restituite immediatamente. E nel caso in cui la morte avvenga qualche giorno prima dell’invio del bonifico sul conto corrente ed i parenti non abbiano avuto il tempo materiale di inviare la comunicazione del decesso all’Inps? Non vi sarà alcuna responsabilità, ma le somme devono essere riaccreditate immediatamente all’Istituto di previdenza. Sarà la stessa banca o la posta a provvedere, a seguito della vostra richiesta, a restituire all’ente competente le pensioni non dovute. Se il decesso dovesse invece avvenire a cavallo di una mensilità, la pensione andrà erogata solo parzialmente per la parte di mese durante il quale il beneficiario era ancora in vita.

L’indennità di accompagnamento dell’Inps

E per l’indennità di accompagnamento dell’Inps cosa bisogna fare? Parliamo di un diritto proprio degli eredi riconosciuto loro per legge. L’indennità può essere percepita non solo da chi si è fatto carico dell’assistenza dell’invalido, ma anche da chi non ha provveduto ad assolvere tale compito. In caso di morte successiva al riconoscimento dell’invalidità, i famigliari possono richiedere gli arretrati dell’indennità di accompagnamento dell’Inps non riscossi. I ratei maturati, siano essi completi o parziali, sono corrisposti agli eredi sulla base delle norme di successione. Se invece la persona disabile o non autosufficiente è morta prima della visita medica ma dopo la presentazione della domanda, i famigliari possono comunque avanzare istanza di riconoscimento dell’indennità di accompagnamento dell’Inps alla commissione medica.

10
Giu

Cosa bisogna fare se il defunto possedeva veicoli o ciclomotori?

Nel caso in cui il defunto possedesse veicoli o ciclomotori è necessario rivolgersi alla Motorizzazione Civile. Qualora si debba richiedere la cessazione della circolazione di un veicolo a motore si deve presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’art. 47 DPR 415/00 contenente sia la data di morte dell’intestatario del veicolo che l’attestazione della qualità di erede.

Cosa fare con auto intestata al defunto

Per agire secondo la legge cosa bisogna fare con l’auto intestata al defunto? Bisogna recarsi al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. La prima cosa affinché possa circolare temporaneamente è di accettare in eredità il veicolo. Avremo bisogno di un atto pubblico o con scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente. Superata questa fase, l’erede ha 60 giorni di tempo per registrare l’accettazione dell’eredità al PRA, attestandola con firma autentica. Una volta apportate le modifiche del caso al Certificato di proprietà ed alla Carta di circolazione, cosa fare con auto intestata al defunto per l’assicurazione? Non ci si deve dimenticare in questo caso di modificare anche l’intestatario dell’assicurazione stessa prima di mettere la vettura su strada.

Il pagamento del bollo in caso di decesso è sospeso?

Spesso ci si chiede se il pagamento del bollo in caso di decesso viene sospeso. La risposta è no, neanche nel caso in cui il mezzo dovesse restare inutilizzato. Tale pagamento del bollo in caso di decesso graverà infatti sugli eredi, in proporzione alla propria quota di eredità stabilita davanti ad un notaio. L’importo della tassa su auto e moto, dunque, dovrà essere diviso tra gli eredi. L’unica procedura che porta alla dismissione della tassa automobilistica è la rottamazione, scopriamo come fare.

Come procedere alla rottamazione dell’auto intestata al defunto

Nel caso in cui la vettura fosse troppo vecchia e priva di valore o se gli interventi di riparazione dovessero costare troppo, si può decidere di procedere alla rottamazione dell’auto intestata al defunto. Questa operazione, oltre a comportare la distruzione totale del mezzo, prevede anche la sua cancellazione al PRA e dunque la dismissione della tassa automobilistica. L’interessato dovrà rivolgersi munito dei documenti del veicolo ad un centro autorizzato che procederà alla rottamazione dell’auto intestata al defunto. L’officina si farà carico anche della radiazione dal PRA, prevista entro 30 giorni dalla consegna del mezzo. Come richiedere la rottamazione? L’erede deve presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, portando con sé il libretto di circolazione, il certificato di proprietà, la targa anteriore e posteriore, la copia del certificato di morte e la copia del proprio documento d’identità.

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