Decesso pensionato: cosa fare con l’Inps

Se il familiare defunto era pensionato, la prima cosa che devono fare i suoi eredi è comunicare la morte all’Inps o a qualsiasi altro ente che gli erogava la pensione. Inoltre si dovrà eventualmente restituire il libretto di pensione.

Cosa fare con l’Inps per il decesso del pensionato

La morte di una persona cara porta con sé grande dolore, ma anche innumerevoli adempimenti burocratici. Tra queste vi è anche la questione della pensione. Cosa fare con l’Inps per il decesso del pensionato dunque? In primo luogo chiariamo che l’Istituto non provvede automaticamente a bloccare l’erogazione dei bonifici. Devono essere infatti gli eredi o i parenti più stretti a dare comunicazione del decesso all’Inps. Attenzione al fatto che chi percepisce indebitamente la pensione dallo Stato commette un reato penale. Scopriamo quindi cosa fare con l’Inps per il decesso del pensionato.

La comunicazione del decesso all’Inps

La prima cosa è dare comunicazione del decesso all’Inps. In che modo? Tramite un’autocertificazione che attesti la morte del pensionato. Nel caso in cui tale comunicazione sia inoltrata in ritardo, le mensilità accreditate dopo il decesso andranno restituite immediatamente. E nel caso in cui la morte avvenga qualche giorno prima dell’invio del bonifico sul conto corrente ed i parenti non abbiano avuto il tempo materiale di inviare la comunicazione del decesso all’Inps? Non vi sarà alcuna responsabilità, ma le somme devono essere riaccreditate immediatamente all’Istituto di previdenza. Sarà la stessa banca o la posta a provvedere, a seguito della vostra richiesta, a restituire all’ente competente le pensioni non dovute. Se il decesso dovesse invece avvenire a cavallo di una mensilità, la pensione andrà erogata solo parzialmente per la parte di mese durante il quale il beneficiario era ancora in vita.

L’indennità di accompagnamento dell’Inps

E per l’indennità di accompagnamento dell’Inps cosa bisogna fare? Parliamo di un diritto proprio degli eredi riconosciuto loro per legge. L’indennità può essere percepita non solo da chi si è fatto carico dell’assistenza dell’invalido, ma anche da chi non ha provveduto ad assolvere tale compito. In caso di morte successiva al riconoscimento dell’invalidità, i famigliari possono richiedere gli arretrati dell’indennità di accompagnamento dell’Inps non riscossi. I ratei maturati, siano essi completi o parziali, sono corrisposti agli eredi sulla base delle norme di successione. Se invece la persona disabile o non autosufficiente è morta prima della visita medica ma dopo la presentazione della domanda, i famigliari possono comunque avanzare istanza di riconoscimento dell’indennità di accompagnamento dell’Inps alla commissione medica.

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