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17
Feb

Le 5 fasi del lutto: come superare la perdita di un caro

Il lutto rappresenta una delle sfide più difficili e complesse da dover affrontare nel corso della propria vita. Perdere un proprio caro infatti può trascinare una persona in un periodo di grande dolore e sconforto, che sembra completamente insuperabile. La psicologia ha lavorato molto su questa tematica arrivando all’elaborazione della teoria delle 5 fasi del lutto. Scopriamo quali sono e come affrontarle attraverso questo approfondimento.

Kubler Ross e le 5 fasi del dolore

Elisabeth Kubler Ross è una psicologa svizzera che nel 1969 ha dato vita al modello delle 5 fasi del dolore. Lavorando a stretto contatto con malati terminali e soprattutto con le loro famiglie, ha avuto modo di osservare e analizzare le reazioni, i comportamenti, i sentimenti e gli stati d’animo dei familiari colpiti dalla perdita del proprio caro. Da quest’osservazione Kubler Ross ha potuto sviluppare la teoria delle 5 fasi del dolore, attraverso le quali una persona può riuscire ad elaborare un lutto.

La Fase 1 corrisponde al rifiuto e alla negazione: da uno stato di shock e incredulità si genera un forte meccanismo di difesa che porta la persona a rifiutare la realtà e la situazione. Questo stato di incredulità però cede poi il passo alla Fase 2, cioè al patteggiamento: ci si rende conto della perdita ma viene vista solo come un momento temporaneo, come fosse un malinteso.

Questa fase è seguita poi da un periodo di rabbia, che rientra nella Fase 3: un periodo molto delicato, dove emozioni forti e violente vengono riversate contro se stessi, contro la persona venuta a mancare o contro coloro che ci circondano. Le energie però vengono meno e la rabbia lascia il posto alla tristezza e alla solitudine: è la Fase 4, la depressione, dove tutto perde un significato. È solo con il passare del tempo che un nuovo sentimento di speranza verso il futuro emerge, portando la persona interessata all’ultima Fase, l’accettazione.

Come elaborare un lutto

Per una persona che si trova ad affrontare un momento così doloroso e complicato non è semplice capire come elaborare un lutto. Le 5 fasi del dolore non sempre sono vissute in maniera lineare: l’elaborazione è infatti un processo molto personale e varia dunque da persona a persona. Quello che è importante però è affrontare sempre le proprie emozioni e viverle fino in fondo, senza soffocarle e soprattutto senza chiudersi in se stessi. Affrontare il dolore e non rinnegarlo è il solo modo per elaborare e accettare correttamente la perdita della persona cara.

17
Feb

Il galateo del funerale

Il funerale è da sempre un importante momento di raccoglimento dei familiari della persona defunta ma allo stesso tempo è un’occasione per rendere omaggio alla persona scomparsa. È proprio per rispettare quest’ultima che esiste un galateo del funerale, cioè una serie di regole da considerare e comportamenti da dover adottare per non rischiare di cadere in situazioni di imbarazzo o disagio. Vediamo assieme come vestirsi ad un funerale e come fare le proprie condoglianze.

Abbigliamento per funerale secondo il galateo

Il primo aspetto da tenere in considerazione è sicuramente l’abbigliamento. Secondo il galateo, l’abbigliamento per un funerale deve essere sobrio ed elegante.

Per le donne è consigliato un classico tailleur sulle tonalità scure, semplice ma formale. Se invece si opta per un vestito, bisogna prestare attenzione che non sia troppo corto, aderente o scollato. In questo caso bisogna inoltre indossare le calze, anche nelle stagioni più calde, e coprire le spalle se l’abito è smanicato: basterà aggiungere uno scialle, una giacca oppure un copri spalle. Si possono indossare gioielli, purché siano sobri: un elegante filo di perle è la scelta più indicata. Attenzione a non indossare delle calzature sportive: è meglio prediligere un paio di ballerine nere oppure un paio di tacchi comodi e non troppo alti.

Per quanto riguarda gli uomini invece, è indicato un completo, sempre sui toni del grigio e del nero, da abbinare ad una camicia bianca e ad una cravatta lunga, rigorosamente senza stampe, fantasie o colori sgargianti. Le calzature devono essere eleganti, preferibilmente nere lucide.

Infine, un aspetto che spesso è sottovalutato o non considerato, è l’utilizzo degli occhiali da sole: secondo il galateo del funerale, solo i parenti stretti della persona defunta possono indossarli.

Le condoglianze secondo il galateo

Secondo il galateo, le condoglianze devono essere rivolte ai familiari di persona, cercando quindi di evitare telegrammi, fax o bigliettini all’interno di cesti di fiori. La tradizione vuole che il momento più consono per rivolgere le proprie condoglianze sia al termine della funzione, nel momento in cui la bara viene caricata nel carro funebre.

Se invece si è impossibilitati a presenziare alla cerimonia funebre, il telegramma è la soluzione più indicata: poche e semplici frasi di cordoglio, con una struttura molto chiara, per esprimere la propria vicinanza alla famiglia in un momento così delicato.

28
Gen

Testamento biologico: cos’è e come funziona

Il testamento biologico in Italia, conosciuto anche come dichiarazione anticipata di trattamento o DAT, è entrato ufficialmente in vigore solamente nel gennaio del 2018 con non poche opposizioni. Si tratta di un atto dispositivo con valore legale in materia di trattamenti sanitari e in particolar modo di accanimento terapeutico. Vediamo dunque assieme cos’è il testamento biologico e come deve essere redatto.

Testamento biologico: cosa prevede la legge

La legge sul testamento biologico in vigore da gennaio 2018 consente a tutti i cittadini italiani maggiorenni di poter redigere le proprie volontà in tema di assistenza sanitaria, specificando quindi in anticipo quali trattamenti sanitari potranno essere messi in atto e quali no nel caso di una futura impossibilità di esprimere il proprio pensiero. Compilando il testamento biologico, una persona può quindi decidere quali cure accettare e quali terapie rifiutare: la legge prevede che si possa rifiutare di sottoporsi a rianimazione, somministrazione di oppiacei e antidolorifici, intubazione e sedazione profonda. Il testamento biologico è quindi un atto legale che vincola il medico e tutto il personale sanitario a rispettare quanto scritto dal testatore.

Come fare testamento biologico

Perché il testamento biologico sia valido dal punto di vista legale, deve essere attentamente compilato seguendo alcune precise regole previste dalla legge in vigore: in caso contrario, il testamento non avrà alcun valore legale. Ecco quindi tutti i dettagli su come fare testamento biologico. Per prima cosa, devono essere inseriti tutti i dati anagrafici del testatore, quali nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza e domicilio ed è possibile redigere il documento a mano, al computer oppure tramite video. Vanno poi inserite le tipologie di trattamento a cui si accetta di sottoporsi e quelle che invece non devono essere intraprese. È poi possibile, ma non obbligatorio, inserire le proprie disposizioni post mortem, quali la donazione di organi oppure le indicazioni per il proprio funerale. Inoltre, è necessario indicare un fiduciario, ossia colui che si rapporterà con i medici nel momento in cui il testatore sarà impossibilitato a farlo e che si accerterà che le volontà espresse nel testamento vengano rispettate. Per far sì che il documento acquisti un valore legale, è infine obbligatorio autenticarlo e depositarlo: sarà possibile rivolgersi ad un notaio oppure consegnarlo personalmente presso il proprio Comune che si occuperà di trasmettere i dati raccolti alla banca dati nazionale DAT. Ricordiamo infine che il testamento biologico può essere modificato e aggiornato in qualunque momento.

13
Gen

Lapide funeraria in marmo e granito

La scelta della giusta lapide funeraria in marmo e granito non è mai semplice da affrontare, da una parte per la delicata situazione di lutto, dall’altra perché l’arte funeraria è molto ricca di simboli e di possibilità di scelta tra cui è necessario districarsi. Vediamo dunque assieme come scegliere la giusta lapide funeraria per commemorare nel miglior modo possibile il proprio caro.

Lapidi in marmo e granito: come scegliere il materiale

Generalmente le lapidi funebri vengono scelte dai parenti del defunto direttamente tra i modelli e le tipologie disponibili presso l’agenzia di pompe funebri scelta per lo svolgimento della cerimonia funebre ma per onorare e mantenere sempre vivo il ricordo del proprio caro, è possibile commissionare la realizzazione su misura della lapide: in questo caso sarà possibile scegliere il materiale utilizzato, la forma e le dimensioni, le tipologie di incisioni da apportare e le decorazioni sacre da aggiungere come ornamento. La possibilità di personalizzazione è quindi totale. Ad oggi, sono le lapidi in marmo e granito quelle più diffuse, grazie alla loro eleganza e agli aspetti funzionali e pratici che le caratterizzano. Il marmo e il granito sono infatti due materiali molto resistenti, caratteristica che consente loro di non rovinarsi anche se esposti alle intemperie e agli sbalzi di temperatura, e garantiscono grande facilità di pulizia. Sono inoltre i due materiali che più si prestano alla personalizzazione: gli artigiani marmisti infatti possono intagliarli e scolpirli nei minimi dettagli, dando vita a vere e proprie opere d’arte funerarie.

Accessori e incisioni su lapidi in marmo e granito

Nell’arte funeraria, gli accessori e le decorazioni da poter aggiungere alla lapide sono molto numerosi, partendo dalla semplice cornice per la foto, passando per il vaso portafiori e la lampada votiva, fino ad arrivare all’applicazione di targhe commemorative. Molto diffuse sulle lapidi in marmo sono le incisioni che donano un tocco di eleganza al nome e al cognome del defunto e all’epigrafe scelta. È inoltre possibile incidere nella lapide un disegno, come un’immagine sacra oppure un simbolo caro al defunto. Per qualsiasi informazione riguardo le possibilità di personalizzazione e di incisioni su lapidi in marmo, l’impresa funebre L’Alba è a completa disposizione.

17
Dic

Testamento olografo

Il testamento olografo è sempre più diffuso in Italia perché è la forma più semplice e allo stesso tempo più economica per esprimere le proprie ultime volontà. Vediamo quindi un esempio di testamento olografo spiegandone le caratteristiche.

Come fare testamento olografo

Il testamento olografo è la modalità più semplice e veloce per mettere per iscritto le proprie volontà perché non richiede la presenza di un notaio né di alcun testimone: è possibile redigerlo in maniera completamente autonoma, rispettano alcune semplici regole formali per evitare di renderlo nullo. Quindi, come fare testamento olografo? Il testatore deve scrivere di suo pugno, su qualsiasi foglio di carta, le proprie volontà, indicando quali beni di sua proprietà vuole lasciare in eredità e a chi spetterà questo patrimonio. È importante che il testamento olografo rispetti questi tre criteri:

  • Autografia: deve essere scritto interamente a mano, direttamente dal testatore. La presenza di una parte scritta a macchina, a computer o da una terza persona renderà nullo l’atto;
  • Data: il testamento olografo deve presentare l’indicazione del giorno, mese e anno in cui viene sottoscritto. Questo criterio serve a determinare quale testamento prevalga in presenza di molteplici versioni;
  • Sottoscrizione: il testatore deve firmare il documento, non necessariamente con nome e cognome, ma con una forma tale da designare con certezza il testatore.

Il modello del testamento olografo

Essendo un atto scritto di pugno dal testatore, non esiste un modello predefinito di testamento olografo. È infatti possibile scriverlo sotto forma di lettera per un parente caro, firmandosi con pseudonimi quali “Papà” e “Mamma”, oppure in maniera più rigorosa e formale, utilizzando formule quali “Io sottoscritto, nel pieno delle mie facoltà mentali, dichiaro di volere…”. Non è obbligatorio scriverlo in lingua italiana: il codice civile rende infatti valido un testamento olografo scritto anche in dialetto o in qualsiasi altra lingua, purché risulti chiara e non fraintendibile la volontà del testatore. È importante ricordare che deve essere scritto a mano, quindi se si rendono necessarie più copie, non è possibile fotocopiare l’originale: ogni singola versione dovrà essere riscritta di pugno dal testatore.

 

17
Dic

Fiori per funerale | L’Alba Onoranze Funebri

La perdita di una persona cara è un momento molto delicato ed è spesso difficile trovare le giuste parole per esprimere la propria vicinanza. In queste circostanze il modo migliore per porgere le proprie condoglianze è regalare dei fiori, un gesto semplice e discreto ma molto significativo. Vediamo quindi quali sono i fiori per funerale e come sceglierli.

La simbologia dei fiori per defunti

Al momento dell’acquisto dei fiori per defunti, bisogna avere alcune accortezze nella scelta della tipologia più adatta perché ogni fiore porta con sé un preciso messaggio. In Italia la tradizione vuole che tra i fiori più indicati per un funerale ci sia il crisantemo, che simboleggia proprio il lutto e il dolore per la perdita, seguito poi dal ciclamino, che veicola un messaggio di vicinanza e di consolazione, e dal bucaneve, che rappresenta invece la rassegnazione e l’addio. Molto utilizzate sono anche le rose e le calle, entrambe simbolo di affetto, mentre per un defunto di giovane età è bene optare per il giglio bianco e il gladiolo. È bene prestare attenzione anche alla scelta dei colori: il giallo è più indicato per gli uomini e il rosa per le donne; il bianco esprime pace, serenità e stima mentre il blu conforto e calma. Nel caso in cui non sia possibile presenziare alla veglia funebre, si consiglia invece di regalare un mazzo di fiori sui toni del viola. Se il defunto era una persona a voi molto cara e vicina, è importante che i fiori rappresentino la sua personalità o i suoi colori preferiti: per una persona vivace scegliere quindi una composizione floreale funebre luminosa, mentre per un carattere più intimo e riservato, preferire dei toni più semplici e delicati.

Le tipologie di addobbi floreali funebri

A seconda della relazione e del rapporto che avevate con la persona defunta, è possibile scegliere tra diverse tipologie di addobbi floreali funebri. Il cuscino di fiori, che viene poi adagiato sulla bara, è solitamente riservato ai parenti ed amici stretti, così come le corone di fiori che vengono utilizzate per allestire e addobbare la chiesa durante il rito funebre. Se il rapporto non era invece intimo, la scelta ricade su una composizione floreale funebre come una cesta di vimini, un mazzo di fiori classico oppure a forma di croce. È importante ricordare che, secondo la tradizione, i fiori non devono essere consegnati di persona, ma devono essere recapitati direttamente ai familiari prima del funerale accompagnati da un messaggio di condoglianze e di vicinanza, come un telegramma o un biglietto di cordoglio.

25
Nov

Necrologi funebri ad Alba

Cosa sono, come si scrivono e come pubblicare i necrologi funebri. Una rapida guida per affrontare questa incombenza in un momento così delicato.

Cos’è un necrologio funebre?

La scomparsa di una persona cara è un momento di grande dolore per chi resta, che si trova ad affrontare anche alcune pratiche che possono risultare particolarmente difficili in queste circostanze. Una di queste è la scrittura di un necrologio funebre. Se infatti nei piccoli centri vi è l’abitudine di  ricorrere a manifesti funebri, nelle grandi città è possibile usufruire anche di riviste, quotidiani locali o siti web. Si tratta di alcune frasi in memoria del caro estinto, volte a ricordare quanto è stato importante per la famiglia o per la comunità stessa. La redazione di un necrologio funebre è un’operazione molto importante che può apparire semplice ma non è: si devono trovare le giuste parole, senza correre il rischio di cadere nella banalità o peggio ancora risultare fuori luogo.

Come si scrive un annuncio funebre?

Quando si scrive un annuncio funebre è bene utilizzare un linguaggio sommesso e sobrio e rimanere sintetici quanto possibile senza apparire distaccati. In primo luogo si devono indicare i dati anagrafici del defunto (prima il nome e poi il cognome). Qualora la persona venuta a mancare sia una donna sposata dovrà seguire il cognome del marito oppure – in caso il marito sia morto in precedenza – la dicitura vedova. Sull’annuncio funebre devono essere poi specificati la data ed il luogo del decesso. Infine andranno scritti i nomi delle persone che comunicano la triste notizia – solitamente genitori, moglie, marito, figli, fratelli e sorelle – e la data, l’orario ed il luogo della cerimonia. Attenzione deve essere prestata anche alla grafica dell’annuncio funebre che deve rispecchiare la personalità ed il credo dell’estinto con l’eventuale presenza se gradita di decorazioni floreali e/o religiose.

Dove pubblicare un necrologio?

La domanda che resta da porgersi è “dove pubblicare un necrologio?”. È possibile, come detto, chiedere la pubblicazione alle testate giornalistiche la sua pubblicazione sui siti web, sulle riviste oppure sui quotidiani. È un servizio a pagamento in cui le regole sono diverse in base a quanto stabilito dall’editore. Solitamente questo spazio deve essere riservato entro la sera che precede il giorno della pubblicazione che deve essere due giorni prima della celebrazione delle esequie. Oltre a capire dove pubblicare un necrologio, bisogna capire la procedura. Solitamente questa incombenza viene affidata all’agenzia di onoranze funebri che invierà il testo via fax o via mail, telefonicamente dettando il necrologio oppure se previsto attraverso il form dedicato.

18
Nov

Cos’è una camera mortuaria e quanto può giacervi un defunto

Qual è il periodo di permanenza di un defunto in camera mortuaria o in obitorio? Ecco cosa avviene alle salme in attesa della tumulazione.

La differenza tra obitorio e camera mortuaria

Esiste una differenza tra obitorio e camera mortuaria, nonostante spesso questi due luoghi vengano confusi. L’obitorio è un edificio oppure una stanza (solitamente posta nei seminterrati dell’ospedale) dove sono contenuti i cadaveri dei defunti prima che sia svolta l’eventuale autopsia oppure in caso la salma debba essere ancora identificata. Questi locali devono essere refrigerati al fine di impedire la decomposizione dei corpi. La differenza tra obitorio e camera mortuaria consiste nel fatto che quest’ultima invece si trova all’interno dei cimiteri o degli ospedali (se previsto dalla struttura) ed è dove vengono collocati i feretri prima del funerale. Altro termine che crea spesso smarrimento è quello di camera ardente, che invece  il luogo dove viene esposta la salma prima della sepoltura che deve essere appositamente predisposto per lo scopo e può essere anche all’interno di un’abitazione privata.

L’allestimento della camera mortuaria in ospedale

Qualora il decesso avvenga all’interno di una struttura pubblica, sarà possibile allestire la camera mortuaria in ospedale. Normalmente la salma rimane nel reparto dove si trovava oppure in pronto soccorso per circa due ore, dando la possibilità ad amici e parenti di salutare il caro estinto. Trascorso questo tempo verrà trasferita all’interno della camera mortuaria dell’ospedale, dove rimarrà sotto osservazione per un periodo di non meno di 24 ore al fine di accertarne la morte con un tanatogramma ossia un elettrocardiogramma prolungato per almeno 20 minuti da cui non risulti attività cardiaca. All’interno della camera mortuaria in ospedale può essere allestita eventualmente anche la camera ardente se previsto. In questo caso il personale ospedaliero provvederà alla vestizione ed alla preparazione della salma, che rimarrà esposta sino al mattino del giorno del funerale.

Qual è il periodo di permanenza del defunto in camera mortuaria?

Come detto precedentemente, il periodo di permanenza del defunto in camera mortuaria deve essere non inferiore alle 24 ore dopo il decesso. Per quanto riguarda il periodo massimo, invece, la legge italiana non stabilisce un tempo. Solitamente è infatti la Polizia Mortuaria del Comune in cui è avvenuto il decesso a regolare in termini temporali un periodo di permanenza del defunto in camera mortuaria. Per qualsiasi informazione in merito e per quanto riguarda le normative previste per Alba ed i comuni limitrofi, lo staff di L’Alba Onoranze Funebri è a completa disposizione.

28
Ott

Cofani funebri tipologia e produzione

Come scegliere un cofano funebre in base alla tipologia, ai materiali impiegati ed alle dimensioni dello stesso.

L’importanza della scelta dei cofani funebri

I cofani funebri rappresentano la destinazione ultima del defunto e per questa ragione sono molto importanti per il ricordo del caro estinto. La scelta della giusta tipologia viene effettuata in un momento difficile dal punto di vista psicologico e per questo può essere ardua. Per quanto riguarda il materiale, ancora oggi il legno è quello più utilizzato, tuttavia vi sono varie essenze disponibili tra cui poter scegliere. Quelli più massicci sono ideali per il trasporto ed hanno anche grande resa estetica. Per quel che concerne il colore, invece, vi sono modelli di cofani funebri più chiari come quelli realizzati in larice, pino, abete oppure faggio o più scuri come tra gli altri noce, ebano e rovere. Data l’ampia scelta, la decisione varia in base al gusto personale dei parenti oppure della persona venuta a mancare, se ha lasciato testamento.

Le dimensioni della bara funebre e altri aspetti da considerare

Le caratteristiche sono molteplici, ma l’aspetto più importante da considerare al momento dell’acquisto è quello delle dimensioni della bara funebre che variano a seconda delle caratteristiche del corpo del defunto. Questo aspetto va di pari passo con le imbottiture interne, che devono rendere confortevole la sistemazione del caro estinto e per tale motivo sono generalmente realizzate in seta. Solitamente, poi, all’interno di una bara è presente una cassa di zinco, che è utile per sigillare facilmente la salma. Oltre alle dimensioni della bara funebre, si deve prestare attenzione anche alle decorazioni interne riguardanti soggetti religiosi. Il consiglio migliore è di rivolgersi a professionisti del settore, in quanto le casse funebri devono rispettare determinate caratteristiche stabilite dalla legge che riguardano impermeabilità, resistenza e spessore.

La produzione di cofani funebri

Come detto, la produzione di cofani funebri è un’arte molto particolare ed allo stesso tempo delicata. Durante la realizzazione, infatti, bisogna prestare attenzione alle normative vigenti. La bara deve essere predisposta adeguatamente per sopportare gli spostamenti e per giacere a lungo sotto terra. Inoltre durante la produzione di cofani funebri vanno rispettati i criteri di impermeabilità per evitare la fuoriuscita di liquidi corporei che potrebbero sversarsi all’interno della stessa. A tal proposito, una caratteristica fondamentale delle bare riguarda la zincatura. Questo metallo garantisce una tenuta ermetica in grado di isolare la salma dall’esterno per ovviare al problema degli odori. Inoltre durante la produzione dei cofani funebri deve essere installata un’apposita valvola che impedisce la rottura degli stessi e filtra i gas in uscita.

14
Ott

Arte funeraria: lapidi e accessori

Come scegliere e quali sono i monumenti funebri artigianali migliori per ricordare la memoria di un caro estinto, con un’attenzione particolare verso gli accessori ed i prezzi.

I colori ed i materiali delle lapidi per il loculo

La scelta delle lapidi per il loculo non è mai semplice, perché porta con sé una decisione difficile in un momento così critico della vita. Per ricordare ed omaggiare un caro estinto è possibile chiedere la realizzazione di monumenti funebri artigianali personalizzati. Bisogna tener conto, durante l’acquisto delle lapidi per il loculo, in primo luogo del materiale impiegato. In base a questo, infatti, il prezzo varierà notevolmente. I professionisti di questo settore sono definiti marmisti, ma possono utilizzare anche ad esempio l’ardesia o il granito. Quest’ultima è la pietra più usata e rappresenta imponenza, resistenza e forza. Per quanto riguarda i colori, invece, solitamente vengono scelti il nero, il bianco oppure il grigio ma non mancano esempi con venature verdi o rosee.

I prezzi delle lapidi cimiteriali

Come detto, i prezzi delle lapidi cimiteriali variano in base al materiale scelto ed al tipo di lavorazione che occorre per modellarlo. Solitamente il costo va dagli 800 sino ai 3000 euro, ma si può arrivare anche a 5000 euro per alcune lapidi che assumono la forma di una vera e propria opera d’arte. A far aumentare i prezzi delle lapidi cimiteriali concorrono anche le incisioni oppure le aggiunte di altri materiali come il bronzo, che viene spesso impiegato per far risaltare la lucentezza ad esempio del marmo. Ad incidere sul costo finale vi sono poi gli accessori funerari come le incisioni di frasi o simboli in ricordo del defunto oppure le immagini sacre. Queste vengono posizionate sulla lapide sotto forma di scultura metallica o come incisione sulla roccia stessa.

Gli accessori dell’arte funeraria

Una parte importante se non fondamentale della lapide sono gli accessori dell’arte funeraria. Nella maggior parte dei casi nel luogo di sepoltura è presente un’immagine del defunto, che può essere a colori o in bianco e nero in base alle preferenze. Per un ricordo più dolce è preferibile che la foto ritragga la persona estinta in un momento felice e con una posa naturale. Essa sarà stampata su ceramica e incorniciata sul marmo. Tra gli accessori dell’arte funeraria più scelti e che non possono mancare vi sono poi i portafiori e le lampade votive a cero oppure elettriche. Qualora si possegga invece una cappella cimiteriale di famiglia, ad essi si aggiungono lampadari, candelabri e crocefissi.

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