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4
Ott

Cos’è la camera ardente e perché si chiama così

Prima di procedere con la celebrazione del rito funebre e le pratiche di sepoltura, amici e parenti possono salutare un’ultima volta la persona cara, recandosi presso la camera ardente. Tale spazio deve rispondere a diverse esigenze ed essere allestito nel rispetto del defunto e del credo religioso.

Camera ardente: le origini del nome

La camera ardente viene generalmente allestita presso l’abitazione privata, oppure in luoghi predisposti e aperti al pubblico, talvolta al cimitero o presso la sede delle onoranze funebri . Si tratta di una pratica che vanta origini lontane nel tempo e di carattere religioso che intendevano celebrare il defunto, creando un luogo di raccoglimento e di preghiera prima dell’estremo saluto. Lo stesso nome “ardente” deriva anch’esso dall’antica pratica di collocare fiaccole, torce e candele accese intorno al feretro, per consentire l’illuminazione continua per tutta la durata della veglia funebre.

Oggi, la camera ardente viene allestita prima della cerimonia, laica o religiosa, allo scopo di mettere a disposizione un ambiente raccolto e decoroso. La salma viene collocata al centro della stanza, con la bara aperta, così da permettere a parenti e amici di visitare un’ultima volta il defunto.

L’allestimento della camera ardente

Da non confondere con la camera mortuaria, l’allestimento della camera ardente può trovare collocazione sia nell’abitazione privata che presso la sede delle onoranze funebri. In entrambi i casi, il servizio viene prestato dall’impresa, che si occuperà di preparare la salma e il corredo. In generale, sono previsti paramenti funebri, tappeti, decori floreali, drappeggi, lumini, i catafalchi di sostegno ed eventuale registro per la raccolta di testimonianze scritte e firme.

Poiché la salma sarà esposta a bara aperta, può essere richiesto anche un servizio di tanatoestetica: un rigoroso protocollo per preparare il defunto affinché si presenti il più possibile con un aspetto sereno. In particolare, si eseguono operazioni di pulizia, vestizione, toelettatura, acconciatura e un leggero trucco.

Affidati all’esperienza e alla discrezione della nostra impresa

L’impresa funebre L’Alba è a disposizione per tutte le pratiche cimiteriali e per l’allestimento della camera ardente, nonché della vestizione e preparazione del defunto.

Con estrema discrezionalità e rispetto per il defunto e la sua famiglia, ci preoccupiamo di allestire un ambiente elegante, accogliente e dignitoso, con la professionalità che ci contraddistingue, affinché lo spazio allestito risulti tranquillo e riservato.

29
Set

Le pratiche della sepoltura: cremazione, inumazione e tumulazione

Nonostante il grande dolore da gestire, la famiglia del defunto ha il dovere di occuparsi fin da subito delle esequie e di organizzare il funerale della persona deceduta. Tra le varie pratiche burocratiche da assolvere, salvo specifiche indicazioni già previste nel testamento, si dovrà decidere la modalità di sepoltura delle spoglie e individuare l’area del cimitero dove effettuare la sepoltura.

Le modalità di sepoltura previste in Italia

La sepoltura consiste nell’atto di deporre i resti del defunto in luoghi adibiti alla conservazione legale delle spoglie, tipicamente nei cimiteri, che avviene dopo la cerimonia religiosa o laica.

Una volta assolte le varie procedure da adempiere in conseguenza del decesso, si dovrà procedere alla richiesta di autorizzazione di sepoltura, come regolato dal dpr 3 novembre 2000, n. 396.

In particolare è necessaria la dichiarazione di morte, dopo che siano trascorse non meno di 24 ore dal decesso, che andrà inviata all’ufficiale dello stato civile del comune dove è avvenuto, che procederà poi ad autorizzare le operazioni di sepoltura.

In Italia, sono consentite tre diverse modalità di sepoltura: la cremazione, l’inumazione e la tumulazione.

Cremazione

Tramite un procedimento per combustione, la pratica di cremazione consiste nella riduzione dei resti in frammenti ossei, che successivamente saranno sminuzzati fino ad ottenere una cenere, che verrà conservata in un’apposita urna.

I resti del defunto, potranno essere collocati in spazi predisposti presso il cimitero, oppure conservati nell’abitazione privata dei congiunti, o ancora, disperse in natura.

Per procedere alla cremazione, oltre che sulla base della volontà espressa in precedenza dal defunto tramite testamento o per volontà dei familiari, occorre l’autorizzazione del sindaco.

 Inumazione

Per inumazione s’intende il seppellimento delle spoglie del defunto in una fossa scavata nel terreno. La salma viene di solito collocata all’interno in una bara di legno leggero a circa 1,5 – 2 metri di profondità. I tempi di inumazione corrispondono a una durata non inferiore ai 10 anni per permettere il completamento del processo di mineralizzazione.

L’operazione viene svolta da personale specializzato con l’ausilio di macchinari per garantirne il corretto svolgimento, nel pieno rispetto del riposo del defunto.

Tumulazione

La tumulazione è il tipo di sepoltura che prevede la conservazione delle spoglie del defunto all’interno di casse doppie, in legno e zinco e sigillate ermeticamente per preservare il più a lungo possibile la salma. All’interno del cimitero, saranno poi collocate in loculi, cellette cinerarie o cappelle, in base alle concessioni cimiteriali, di una durata standard di 20 anni.

27
Set

Riesumazione della salma: ogni quanto farla e perché

La riesumazione della salma è un’operazione necessaria che si esegue secondo procedure ordinarie di gestione cimiteriale, oppure per motivazioni straordinarie. In questo articolo spieghiamo ogni quanto farla e perché.

Che cos’è la riesumazione della salma e quando è necessaria

La riesumazione della salma prende un diverso nome a seconda della collocazione dei resti del defunto. Si parla infatti di estumulazione quando viene estratta la salma dal loculo, oppure di esumazione quando si tratta di una sepoltura in terra.

Nel primo caso, quando la riesumazione della salma viene effettuata per motivi ordinari, l’intervallo previsto dal Regolamento regionale di polizia mortuaria, che disciplina la gestione cimiteriale, è di 10 anni, se si tratta di un loculo aerato, oppure di 20 anni se il loculo è stagno, oppure al termine del periodo di concessione cimiteriale. Al termine delle operazioni di riesumazione, si procederà alla verifica che il processo di mineralizzazione sia completato. Diversamente, la salma verrà nuovamente tumulata.

Nel caso di esumazione, invece, i tempi di rotazione per far posto a nuovi feretri e le procedure specifiche sono definiti dal Comune. In generale, le operazioni di esumazione vengono eseguite ogni 10 anni, al termine dei quali si verifica che il processo di mineralizzazione dei resti sia completo, altrimenti la salma sarà inumata di nuovo.

La riesumazione della salma può essere eseguita anche per motivi straordinari, ovvero su richiesta dei familiari, ad esempio per trasferire i resti o per effettuare la cremazione, oppure per procedimenti giudiziari che la rendono necessaria.

Le operazioni di estumulazione e di esumazione prevedono il coinvolgimento di un’agenzia funebre e devono rispettare determinate indicazioni igienico-sanitarie da parte del personale necroforo.

Cosa fare in caso di riesumazione della salma di un parente o un familiare

Il Comune o il gestore delle operazioni cimiteriali avrà cura di informare con un certo anticipo la programmazione della riesumazione della salma. I familiari potranno decidere di come disporre dei resti ossei, presentando la relativa domanda agli uffici preposti.

Le ossa raccolte potranno essere cremate e raccolte in urne, oppure conservate in una cassetta di zinco ed essere tumulate in una diversa celletta.

In mancanza di una domanda ufficiale, le spoglie del defunto saranno trasferite nell’ossario comune.

Le spese delle operazioni di riesumazione della salma sono a carico del richiedente, ovvero della famiglia del defunto. I costi includono la tassa di esumazione, il prezzo della cassetta dell’ossario, i diritti d’agenzia e le spese di assistenza cimiteriale.

Solo nel caso in cui il defunto sia indigente e in mancanza di una famiglia, sarà il Comune a provvedere a coprire i costi.

1
Set

Funerali: dopo quanti giorni dal decesso?

Quando una persona ci lascia, viviamo un momento di forte dolore durante il quale, però, anche se vorremmo dedicarci solamente all’elaborazione del lutto, dobbiamo completare determinate incombenze burocratiche. Non è possibile rimandarle a un secondo momento, vanno gestite subito.

Quello che può sicuramente aiutare è affidarsi a un’impresa funebre che ci assista nella completa organizzazione del funerale: dal disbrigo delle pratiche amministrative alla scelta dei fiori.

Funerale: quanti giorni dopo il decesso si può fare?

Dopo la morte di una persona, è necessario organizzare il suo funerale. Tuttavia, non possiamo farlo completamente a nostra discrezione, dobbiamo seguire delle tempistiche precise che ci vengono imposte.

  • Se il decesso avviene all’interno della propria abitazione, devono trascorrere almeno 24 ore prima di poter fare il funerale. In questo caso, è opportuno chiamare l’ambulanza e con essa arriverà un medico che accerterà la morte mediante un atto. O, se si preferisce, si può anche contattare il proprio medico di base o la guardia medica. Essi sapranno dare indicazioni precise su come procedere.

Quando il dottore arriverà, dovrà controllare svariati parametri prima di dichiarare la morte, come per esempio il battito cardiaco o la temperatura corporea. Una volta dichiarata la morte, il medico dovrà anche avvisare il Comune di residenza per ufficializzare il decesso avvenuto.

  • Le 24 ore valgono anche in caso di morte in ospedale. Dopo circa due ore dal decesso, saranno i parenti a decidere dove trasportare la salma: se in obitorio o nella camera ardente dell’agenzia delle pompe funebri. Dopodiché, sarà l’ospedale ad avvisare il Comune e a inoltrare tutti i documenti necessari per il certificato di morte.

Queste due ore sono necessarie per preparare la salma non solo per un ultimo saluto ma anche perché venga eseguito un elettrocardiogramma dalla durata di venti minuti per accertare che si tratti di morte e non di morte apparente.

Quando si fanno i funerali dopo una morte violenta?

In caso di morte violenta, invece, le tempistiche si allungano. Il magistrato dovrà disporre l’autopsia e, di conseguenza, le 24 ore non saranno più sufficienti. Solo quando gli esami saranno accertati e le cause della morte chiare, il magistrato darà il nulla osta. Da questo punto in poi, i familiari potranno organizzare i funerali.

In linea generale, tralasciando casi particolarmente complessi, nell’arco di un paio di giorni (o al massimo tre) il magistrato dovrebbe dare il nulla osta e consegnare, quindi, la salma ai parenti più prossimi.

24
Ago

I cimiteri monumentali più belli del mondo

Quando pensiamo ai cimiteri, la prima cosa che ci viene in mente è la triste perdita di una persona cara e tutte le dolorose pratiche da sbrigare dopo il decesso. Esistono, però, anche cimiteri che, oltre a custodire salme, diventano scrigni di opere architettoniche.

Vogliamo allora accompagnarvi in una sorta di viaggio virtuale, durante il quale vi faremo conoscere l’arte cimiteriale.

Nel mondo esistono cimiteri monumentali davvero meravigliosi: essi al loro interno, oltre alle salme, custodiscono vere e proprie opere d’arte, fra cui statue, fontane, panchine. Insomma, alcuni cimiteri sono dei musei a cielo aperto!

Quali sono i cimiteri più belli

Esistono cimiteri monumentali che, come suggerisce il nome stesso, sono dei veri e propri monumenti e che pertanto vanno concepiti come fossero dei musei.

Nel mondo ce ne sono diversi, e noi abbiamo selezionato i più belli in assoluto:

  • Cimitero Skogskyrkogarden, Stoccolma, Svezia

Definito dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1994, questo cimitero ospita, oltre alla tomba di Greta Garbo, svariate meraviglie architettoniche. Passeggiare tra i viali alberati sarà come assistere a una lezione di storia dell’architettura.

  • Cimitero Pere Lachaise, Parigi, Francia

Questo è un luogo molto famoso. Qui riposano molte personalità di spicco, quali: Jim Morrison, Delacroix e Oscar Wilde. Grazie alle sue enormi dimensioni (43 ettari e più di 70.000 tombe), molti parigini lo concepiscono come un vero e proprio parco dove passeggiare, leggere e portare i bimbi.

  • Cimitero Assistens, Copenhagen, Danimarca

Un vero e proprio parco cittadino. Gli abitanti di Copenhagen lo concepiscono in primis come parco e spesso si fermano proprio qui per mangiare un sandwich. Ad alcuni questo potrà apparire molto strano, ma per i locali è normalissimo.

  • Cimitero di Luarca, Asturie, Spagna

Situato al largo della costa asturiana, è immerso in un luogo magico. Il suo panorama è mozzafiato e, anche in questo caso, moltissimi spagnoli lo frequentano come fosse un normale parco cittadino. Il suono delle onde culla il visitatore e lo accompagna in un’altra dimensione.

  • Necropoli Cristobal Colon, L’Avana, Cuba

Nei suoi 55 ettari sono presenti circa un milione di tombe e tantissime sculture funerarie. All’ingresso è presente una statua in marmo di Carrara dalle dimensioni enormi. È il terzo cimitero più grande del mondo.

  • Cimitero di Staglieno, Genova, Italia

Cimitero monumentale italiano, quello di Staglieno è uno tra i più grandi d’Europa e vanta opere d’architettura da fare invidia ai più celebri musei. Sorge su una collina e fu progettato dall’architetto Carlo Barabino. Al suo interno troviamo anche una copia del Pantheon. Qui riposano: Giuseppe Mazzini, Fabrizio de André, Fernanda Pivano ed Edoardo Sanguineti.

17
Ago

Certificato di morte: dove si richiede

Quando si perde un familiare o la persona amata, è necessario dover sbrigare alcune incombenze burocratiche legate al decesso. Una tra queste è la richiesta del certificato di morte.

È importante sapere cos’è e dove è possibile richiedere questo documento.

Cos’è il certificato di morte?

Il certificato di morte è un documento che attesta, appunto, la morte di una persona. Dichiarare una persona deceduta è importante per tutta una serie di fattori: Inps, utenze e pagamenti e contratti vari. Sarà poi il comune ad avvisare chi di dovere in merito alla morte. Inoltre, questo documento servirà poi anche per la successione ereditaria.

Attenzione, però, a non confondere il certificato di morte con l’atto di morte: sono due documentazioni differenti ma strettamente connesse l’una con l’altra.

L’atto di morte viene redatto da un ufficiale di Stato civile presente sul luogo di decesso. Deve dichiarare che il soggetto è effettivamente deceduto. L’atto di morte è importante in quanto senza di esso non è possibile procedere con la richiesta del certificato di morte.

Dove si richiede il certificato di morte?

Il certificato di morte si richiede al Comune e le opzioni sono due:

  • Comune di residenza:

Nel caso in cui la morte sia avvenuta nel comune di residenza, sarà lì che i familiari del defunto si dovranno recare. Inoltre, bisogna recarsi presso il comune di residenza anche se la morte del congiunto è avvenuta altrove ma è stata trascritta qui nei registri.

  • Comune:

Se invece la morte è stata trascritta in un comune che non è quello di residenza del defunto, sarà quello il luogo utile dove poter richiedere il certificato di morte.

Una volta individuato il luogo corretto dove recarsi, sarà sufficiente compilare il modulo apposito all’Ufficio di Stato Civile o presso l’Ufficio Anagrafe. Gli impiegati vi spiegheranno come fare, ma in realtà è tutto piuttosto semplice e veloce. Sarà l’addetto, poi, a stamparvi il certificato di morte.

Nel caso in cui non abbiate il tempo per recarvici di persona in Comune, o magari abitate troppo lontano, ricordate che è possibile anche inoltrare la richiesta per via telematica (tramite posta, fax, Pec, servizio online del Comune).

30
Lug

Bare e casse da morto: le differenze

Quali sono le differenze tra la bara e la cassa da morto? Non sono la stessa cosa, pertanto scopriamo in cosa si distinguono.

Bare e casse da morto

La bara e la cassa da morto sono differenti, nonostante siano entrambi utilizzati dalle imprese funebri.

Cassa da morto

La cassa da morto è un contenitore di legno grezzo non trattato tramite la zincatura. La forma ricorda quella di un rettangolo. Alla vista, dunque, la cassa da morto risulta più semplice e meno lavorata della bara. E anche i materiali sono meno pregiati, perché la funzione principale è la cremazione delle ceneri.

Bara

La bara è anch’essa realizzata in legno, ma generalmente pregiato (pino, d’abete, rovere, noce o ciliegio, ma anche larice, tiglio, frassino, faggio e castagno). Inoltre è zincata per garantire una chiusura ermetica e l’isolamento della salma. Se il materiale dipende dal gusto personale, lo stesso vale anche per eventuali aggiunte alla bara: gli intagli, le maniglie, il crocifisso se credenti, l’imbottitura in raso o in seta… Sono tutti particolari che possono essere scelti in base ai propri gusti e al budget disponibile.

Differenze tra bare e casse da morto

Sostanzialmente, la differenza principale tra bara e cassa da morto è da ricercarsi nell’aspetto estetico: mentre la cassa è molto semplice nella sua struttura, la bara è molto lavorata e ricca di dettagli. Anche la forma di quest’ultima risulta essere più particolare: ottagonale, con angoli smussati o tondeggianti. Questi particolari, ovviamente, comportano differenze anche di prezzo: le casse da morto sono più economiche delle bare.

I materiali della bara, come anticipato, sono molto più pregiati e più lussuosi. Nonostante ciò, le fasce di prezzo variano molto per andare incontro a ogni necessità.

Infine, un’ulteriore differenza fra la cassa da morto e la bara è la funzione: la prima è particolarmente indicata per le cremazioni, la bara, invece, per la sepoltura.

29
Lug

Come scegliere i fiori per un funerale

Quando si organizza un funerale, bisogna pensare anche alla scelta dei fiori. Se pensate sia una incombenza di poco conto, non è così. Noi de L’Alba abbia inserito fra i servizi della nostra impresa funebre anche gli addobbi floreali proprio per fornire il massimo supporto ai nostri clienti in un momento estremamente doloroso come la perdita di un caro.

Per una persona che sta affrontando un lutto, i fiori potrebbero non rappresentare una priorità, tuttavia bisogna comunque occuparsene: sia per la chiesa, sia per la camera ardente, che, infine, per il feretro.

Quali sono i fiori da funerale?

Proprio come per l’abbigliamento e gli accessori, anche per quanto riguarda i fiori andrebbero assolutamente evitati i colori troppo sgargianti e troppo festosi. Per cui, i fiori consigliati per un funerale (che sono, poi, anche quelli più usati)sono:

  • Crisantemi;
  • Gerbere;
  • Gigli;
  • Lilium.

Di base, quindi, bisogna porre attenzione alla scelta dei colori. Tuttavia, ci possono essere delle eccezioni, per esempio se il defunto in questione è una persona giovane. In casi come questo, si può optare:

Nel caso il defunto sia una giovane donna:

  • Gladioli;
  • Gigli dalle tonalità delicate (lilla o rosa);

Oppure, nel caso il defunto sia un giovane uomo:

  • Rose (magari di colori diversi tra loro).

Qual è il significato dei fiori viola?

Può capitare di non potersi recare a un funerale per svariati motivi, magari legati alla lontananza. In questo caso, sarà opportuno inviare dei fiori di colore viola.

Fiori ai funerali: meglio composizioni, corone o cuscini?

Chi ha il desiderio di fare un gesto carino per esprimere affetto e vicinanza potrebbe pensare a regalare dei fiori: la scelta, però, non è affatto facile. Vi spieghiamo allora cos’è indicato fare in occasioni come queste per non risultare, involontariamente, indelicati.

Le composizioni floreali, le corone e i cuscini sono creazioni imponenti e adatte a un funerale. Sono destinati, però, ai parenti più stretti del defunto. E, sostanzialmente, queste decorazioni floreali sono quelle che poi l’agenzia funebre va a posizionare sopra la cassa.

I parenti meno stretti, i conoscenti, gli amici, i colleghi possono optare per dei bouquet o per dei cesti di fiori. Anche in questo caso, i fiori dovranno essere idonei a un contesto funebre.

Per evitare di fare brutte figure o di commettere errori grossolani, recatevi dal vostro fioraio di fiducia e lasciatevi consigliare al meglio.

27
Lug

Come vestirsi a un funerale

Quando si presenzia a un funerale dopo la morte di un congiunto, è necessario vestirsi in modo adeguato e seguendo determinate accortezze. È impensabile, insomma, aprire l’armadio e indossare la prima cosa che vediamo.

Proprio per questo motivo, sarà bene informarsi su quali siano i capi consigliati e quali quelli da evitare assolutamente, prima di recarsi in chiesa.

Scegliere l’abbigliamento per un funerale

In primis, parliamo dei colori.

Con il nero non si sbaglia mai, questo è assodato. Però ci sono anche altre colorazioni che potrebbero andare a sostituire il nero, e sono: grigio antracite, blu scuro e le varie sfumature di marrone (evitando quelle troppo chiare). I colori eccessivamente sgargianti come fucsia, rosso o azzurro, vanno assolutamente evitati.

Passando, invece, al vero e proprio look, possiamo dire che sia per la donna sia per l’uomo, il tailleur, quindi giacca e pantalone, va sempre benissimo. Il risultato sarà elegante e rispettoso dell’ambiente dove ci si trova.

Se non si ha nell’armadio un paio di pantaloni eleganti da tailleur, si possono indossare i jeans purché siano scuri, senza strappi o decorazioni. I jeans, quindi, sono un capo che va bene a patto che siano discreti. L’abbinamento migliore è sicuramente con una camicia e, in base alla stagione, una giacca.

Accessori

Passiamo alle scarpe: esse devono sicuramente essere comode e non causare dolore ai piedi ma, comunque, devono essere formali. È bene, quindi, indossare nulla di troppo sportivo. Per le donne, per esempio, la scelta può ricadere su una ballerina o una scarpa elegante con tacco, l’importante è che non sia eccessivamente alto.

Per quanto riguarda, i gioielli e la borsa, devono essere di piccole dimensioni e preferibilmente di toni scuri. In merito, infine, a trucco e acconciature, la parola d’ordine continua a essere sobrietà: i capelli possono essere raccolti in modo fine ed elegante, mentre il make up deve essere naturale e in toni nude.

Abbigliamento a un funerale: cosa evitare assolutamente

A un funerale la discrezione deve essere tassativa, pertanto le braccia devono essere coperte (vanno bene anche le maniche a tre quarti, sotto il gomito). Lo stesso discorso vale anche per le gambe, quindi no a pantaloncini: mentre questo è tassativo per gli uomini, le signore possono optare per un tubino con collant (non troppo sottili).

Se il funerale si svolge in una giornata particolarmente afosa, allora può essere indossato anche un capo con le maniche corte, purché si appoggi una stola sulle spalle per coprire le braccia. Il tessuto leggero della stola farà sudare meno rispetto a quello di una giacca.

24
Giu

L’importanza della musica ai funerali: come scegliere la giusta melodia

L’organizzazione del funerale per la perdita di una persona cara rappresenta un momento delicato e certamente intenso dal punto di vista emotivo. Se per alcuni è un modo di impegnare la mente in qualcosa di pratico, per altri è un’incombenza dolorosa e faticosa, durante la quale gestire le numerose decisioni da prendere per celebrare l’ultimo saluto.

La scelta della melodia per accompagnare il rito è un dettaglio che talvolta può venire trascurato o delegato a terzi, tuttavia non bisogna dimenticare l’importanza della musica ai funerali, per onorare il ricordo della persona che ci ha lasciato.

Una tradizione antica per celebrare l’ultimo saluto al defunto

Sebbene la pratica di suonare musica durante i rituali funebri affondi le proprie origini nelle civiltà più antiche, in Occidente diviene una consuetudine solo nell’Ottocento. L’epoca in cui venne, appunto, composta la più celebre delle marce funebri: la Sonata n.2 di Chopin.

La marcia funebre è un componimento musicale che accompagna il corteo al luogo di sepoltura, oppure viene suonata durante la celebrazione del rito.

Se si tratta di un funerale religioso, in particolare per quanto riguarda il rito cattolico, la scelta della musica può essere vincolata alle condizioni della chiesa in cui verrà celebrata la funzione. Di solito, si tratta di canzoni liturgiche o brani di musica classica, con la possibilità che sia presente un coro di accompagnamento.

Se invece si opta per un rito laico, il ventaglio di possibilità di scelta della musica ai funerali è sicuramente più ampio, tenendo sempre presente che si tratta di un momento solenne.

Come scegliere la musica per i funerali e perché è importante

Quando si sceglie il repertorio musicale per la celebrazione del funerale è fondamentale ricordare che verrà suonata in un momento doloroso per tutti i presenti. Un frangente durante il quale le persone ricorderanno la persona persa, un’occasione per dire addio nel silenzio della propria mente, ma con l’accompagnamento di una musica che aiuta a vivere la tristezza e la perdita.

La musica ai funerali, infatti, ha il potere di creare un momento di raccoglimento personale, ma vissuto insieme alla comunità e ai propri cari, per dire addio, per ricordare, per fare spazio all’elaborazione di un lutto complesso. La musica aiuta a far fluire le emozioni.

Per questo motivo è importante scegliere una melodia che possibilmente abbia una qualche connessione con il defunto e che sia comprensibile per tutti i presenti.

Chiama ora!