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23
Apr

Asse ereditario: come si calcola

Nel momento in cui viene a mancare un familiare, si apre la questione spinosa delle quote ereditarie; occorre quindi calcolare il cosiddetto asse ereditario. A prescindere dal fatto che il defunto abbia lasciato o meno il testamento, il patrimonio deve essere ripartito tra i parenti più prossimi in quote già stabilite.

Quote ereditarie: cosa dice la legge

La legge si è espressa chiaramente sulla questione delle quote ereditarie: anche se il defunto ha certificato nel suo testamento la volontà di devolvere una parte dei suoi beni a persone non appartenenti alla cerchia familiare, questo non è completamente attuabile. Infatti, la legge tiene sempre conto dei parenti più prossimi, come coniuge e figli, ai fini di tutelarli.

Partendo dal presupposto che per “asse ereditario” si intende l’insieme dei beni mobili e immobili del defunto, potenziali società, aziende e liquidi, la regola è chiara: meno beni ci sono, più calcolare l’asse ereditario è semplice. Ma cosa accade nel momento in cui bisogna calcolare più immobili, aziende e società?

Cosa inserire nella dichiarazione di successione

Se l’asse ereditario consta di una moltitudine di beni, la situazione diviene più complessa. Occorre infatti prendere in considerazione sia il reddito dominicale, per quanto riguarda i terreni, sia le rendite catastali, per quanto riguarda le abitazioni; bisogna moltiplicare poi per determinati coefficienti e moltiplicatori al fine di determinare un valore minimo che andrà inserito nella dichiarazione di successione.

Ovviamente bisognerà affidarsi a un professionista del settore che abbia una certa esperienza, dal momento che tali calcoli determinano non solo il valore dei singoli beni, ma anche quelle che vengono definite “imposte di successione” da pagare.

23
Apr

Come donare gli organi

Donare gli organi è un atto di grande umanità e amore verso il prossimo; significa regalare un’altra possibilità di vita a una persona di cui non si conosce nulla. Scopriamo come donare gli organi.

Donazione degli organi: quali requisiti bisogna avere?

 

Per poter essere idonei alla donazione degli organi non bisogna avere alcun requisito in particolare, basta solo essere maggiorenni. Al contrario, non esistono limiti anagrafici: non si è mai troppo vecchi per donare! Per quanto riguarda i minorenni, saranno i genitori a decidere: se solo uno dei due è contrario non sarà possibile donare gli organi del figlio. Altri familiari avente diritto ad esprimere il proprio parere sono il coniuge non separato, il convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori.

 

Espianto organi: cosa si può donare?

Se la scelta è quella di optare per l’espianto degli organi, una volta sopraggiunta la propria morte, occorre sapere cosa è possibile donare o meno.

È consentito donare polmoni, rene, fegato, cuore, pancreas e intestino o tessuti quali pelle, ossa, cartilagine, cornee, tendini, vasi sanguigni e valvole cardiache. Non è possibile donare cervello e gonadi.

Donare organi dopo la morte: quali sono le modalità?

 

Le modalità per donare gli organi dopo la morte sono molteplici.

Occorre sceglierne una, tra le seguenti:

  • Compilare l’atto olografo dell’AIDO;
  • Attestare la propria disponibilità alla donazione durante il rilascio o rinnovo della carta d’identità presso gli uffici anagrafe del Comune.
  • Compilare il tesserino blu del Ministero della Salute, conservandolo tra i propri documenti personali.
  • Certificare la propria volontà su un foglio di carta con firma e data. Anche in questo caso bisogna conservare il foglio tra i propri documenti personali.
  • Firmare il modulo presso la propria ASL di riferimento.
19
Mar

Come fare testamento

Il testamento è l’unico modo attraverso il quale poter disporre dei propri beni e della propria eredità dopo la morte. È un documento e un atto personale, che dunque non può essere redatto da terzi o da un eventuale rappresentante. Per questo motivo, è importante informarsi su come fare testamento e su quali tipologie esistano, per compiere così una scelta oculata.

 

Le diverse tipologie di testamento

L’ordinamento giuridico italiano prevede tre tipologie principali di testamento. Primo fra tutti troviamo il testamento olografo perché rappresenta la forma più semplice e veloce per disporre delle proprie volontà. Per redigere un testamento olografo è infatti sufficiente scrivere in un foglio di carta, rigorosamente di proprio pugno, le disposizioni di ultima volontà, prestando attenzione a datare il documento e ad apporvi la propria firma. Un’altra opzione disponibile è il testamento pubblico: deve essere sottoscritto in presenza di un notaio e di due testimoni e sarà redatto dal notaio stesso. Le volontà espresse in questo testamento sono riservate e protette e verranno portate alla conoscenza di terzi dal notaio e solo alla morte del testatore. La terza e ultima tipologia è rappresentata dal testamento segreto, un’opzione poco diffusa e utilizzata. In questo caso, il testatore scrive le sue volontà e consegna poi al notaio il documento sigillato, in presenza di due testimoni, senza che questi ne conoscano il contenuto.

 

Come scegliere e redigere un testamento

La scelta del giusto testamento dipende dalle proprie necessità e soprattutto dalla propria disponibilità economica, perché il testamento pubblico e quello segreto hanno un costo, relativo al servizio offerto dal notaio. Se quindi non volete incorrere in nessuna spesa, il testamento olografo è la scelta corretta. Bisogna prestare però attenzione su come redigere un testamento olografo: è infatti la forma più debole e impugnabile, perché può essere manomesso, smarrito o falsificato. Il testamento pubblico è invece quello più sicuro: la sua riservatezza è protetta dal notaio e solamente il testatore può modificarlo. Il testamento segreto rappresenta una via di mezzo tra le due forme precedentemente discusse: ha il vantaggio della segretezza ma non si può essere certi della conformità alle leggi del contenuto, in quanto scritto dal testatore senza supervisione alcuna da parte del notaio.

12
Mar

Vestizione della salma: come avviene

La vestizione della salma è una fase molto importante perché ha l’obiettivo di preparare il defunto per restituirgli un aspetto familiare in vista dell’ultimo incontro con amici e familiari. Questo permette alle persone care di conservare un bel ricordo della persona che è venuta a mancare. Vediamo dunque in cosa consiste la vestizione della salma e come avviene.

 

La preparazione della salma

La preparazione della salma è un momento delicato a cui bisogna prestare molta attenzione perché richiede spesso abilità specifiche e precisione. Non sempre infatti possono essere i parenti a prendersene carico ed è in queste circostanze che interviene il personale specializzato delle pompe funebri. Bisogna infatti saper maneggiare il corpo, anche quando il rigor mortis è già presente: è fondamentale attuare degli esercizi di estensione e rotazione degli arti, in modo tale da distendere ed elasticizzare dove possibile le parti più rigide del corpo, facilitando così la vestizione della salma. Un altro aspetto molto importante è la manipolazione degli occhi e delle labbra, nel caso in cui il defunto sia morto con questi aperti. L’ultimo passaggio per la preparazione della salma riguarda la pulizia: tutto il corpo viene lavato e pulito, prestando molta attenzione ai gesti e ai movimenti da compiere vista la fragilità della salma.

 

Come vestire un defunto

Una volta effettuata la preparazione della salma, si passa alla vestizione vera e propria. Ma come vestire un defunto? Gli abiti e gli accessori vengono scelti generalmente dalla famiglia, che viene supportata dagli addetti delle pompe funebre per decidere i vestiti più adatti e consoni alla circostanza. Successivamente si passa alla tanatoestetica, se richiesta dai parenti, cioè a tutto ciò che riguarda la cosmesi del defunto. L’obiettivo è quello di rendere la salma il più presentabile possibile agli occhi delle persone care. Si cerca quindi di coprire nel miglior modo possibile eventuali segni lasciati da una malattia oppure ecchimosi, lividi e traumi per conferire alla persona deceduta un aspetto pulito, sano e soprattutto sereno, come se stesse semplicemente riposando. A questo punto, il defunto viene posato all’interno del cofano funebre e può essere esposto per il cordoglio.

17
Feb

Le 5 fasi del lutto: come superare la perdita di un caro

Il lutto rappresenta una delle sfide più difficili e complesse da dover affrontare nel corso della propria vita. Perdere un proprio caro infatti può trascinare una persona in un periodo di grande dolore e sconforto, che sembra completamente insuperabile. La psicologia ha lavorato molto su questa tematica arrivando all’elaborazione della teoria delle 5 fasi del lutto. Scopriamo quali sono e come affrontarle attraverso questo approfondimento.

Kubler Ross e le 5 fasi del dolore

Elisabeth Kubler Ross è una psicologa svizzera che nel 1969 ha dato vita al modello delle 5 fasi del dolore. Lavorando a stretto contatto con malati terminali e soprattutto con le loro famiglie, ha avuto modo di osservare e analizzare le reazioni, i comportamenti, i sentimenti e gli stati d’animo dei familiari colpiti dalla perdita del proprio caro. Da quest’osservazione Kubler Ross ha potuto sviluppare la teoria delle 5 fasi del dolore, attraverso le quali una persona può riuscire ad elaborare un lutto.

La Fase 1 corrisponde al rifiuto e alla negazione: da uno stato di shock e incredulità si genera un forte meccanismo di difesa che porta la persona a rifiutare la realtà e la situazione. Questo stato di incredulità però cede poi il passo alla Fase 2, cioè al patteggiamento: ci si rende conto della perdita ma viene vista solo come un momento temporaneo, come fosse un malinteso.

Questa fase è seguita poi da un periodo di rabbia, che rientra nella Fase 3: un periodo molto delicato, dove emozioni forti e violente vengono riversate contro se stessi, contro la persona venuta a mancare o contro coloro che ci circondano. Le energie però vengono meno e la rabbia lascia il posto alla tristezza e alla solitudine: è la Fase 4, la depressione, dove tutto perde un significato. È solo con il passare del tempo che un nuovo sentimento di speranza verso il futuro emerge, portando la persona interessata all’ultima Fase, l’accettazione.

Come elaborare un lutto

Per una persona che si trova ad affrontare un momento così doloroso e complicato non è semplice capire come elaborare un lutto. Le 5 fasi del dolore non sempre sono vissute in maniera lineare: l’elaborazione è infatti un processo molto personale e varia dunque da persona a persona. Quello che è importante però è affrontare sempre le proprie emozioni e viverle fino in fondo, senza soffocarle e soprattutto senza chiudersi in se stessi. Affrontare il dolore e non rinnegarlo è il solo modo per elaborare e accettare correttamente la perdita della persona cara.

17
Feb

Il galateo del funerale

Il funerale è da sempre un importante momento di raccoglimento dei familiari della persona defunta ma allo stesso tempo è un’occasione per rendere omaggio alla persona scomparsa. È proprio per rispettare quest’ultima che esiste un galateo del funerale, cioè una serie di regole da considerare e comportamenti da dover adottare per non rischiare di cadere in situazioni di imbarazzo o disagio. Vediamo assieme come vestirsi ad un funerale e come fare le proprie condoglianze.

Abbigliamento per funerale secondo il galateo

Il primo aspetto da tenere in considerazione è sicuramente l’abbigliamento. Secondo il galateo, l’abbigliamento per un funerale deve essere sobrio ed elegante.

Per le donne è consigliato un classico tailleur sulle tonalità scure, semplice ma formale. Se invece si opta per un vestito, bisogna prestare attenzione che non sia troppo corto, aderente o scollato. In questo caso bisogna inoltre indossare le calze, anche nelle stagioni più calde, e coprire le spalle se l’abito è smanicato: basterà aggiungere uno scialle, una giacca oppure un copri spalle. Si possono indossare gioielli, purché siano sobri: un elegante filo di perle è la scelta più indicata. Attenzione a non indossare delle calzature sportive: è meglio prediligere un paio di ballerine nere oppure un paio di tacchi comodi e non troppo alti.

Per quanto riguarda gli uomini invece, è indicato un completo, sempre sui toni del grigio e del nero, da abbinare ad una camicia bianca e ad una cravatta lunga, rigorosamente senza stampe, fantasie o colori sgargianti. Le calzature devono essere eleganti, preferibilmente nere lucide.

Infine, un aspetto che spesso è sottovalutato o non considerato, è l’utilizzo degli occhiali da sole: secondo il galateo del funerale, solo i parenti stretti della persona defunta possono indossarli.

Le condoglianze secondo il galateo

Secondo il galateo, le condoglianze devono essere rivolte ai familiari di persona, cercando quindi di evitare telegrammi, fax o bigliettini all’interno di cesti di fiori. La tradizione vuole che il momento più consono per rivolgere le proprie condoglianze sia al termine della funzione, nel momento in cui la bara viene caricata nel carro funebre.

Se invece si è impossibilitati a presenziare alla cerimonia funebre, il telegramma è la soluzione più indicata: poche e semplici frasi di cordoglio, con una struttura molto chiara, per esprimere la propria vicinanza alla famiglia in un momento così delicato.

28
Gen

Testamento biologico: cos’è e come funziona

Il testamento biologico in Italia, conosciuto anche come dichiarazione anticipata di trattamento o DAT, è entrato ufficialmente in vigore solamente nel gennaio del 2018 con non poche opposizioni. Si tratta di un atto dispositivo con valore legale in materia di trattamenti sanitari e in particolar modo di accanimento terapeutico. Vediamo dunque assieme cos’è il testamento biologico e come deve essere redatto.

Testamento biologico: cosa prevede la legge

La legge sul testamento biologico in vigore da gennaio 2018 consente a tutti i cittadini italiani maggiorenni di poter redigere le proprie volontà in tema di assistenza sanitaria, specificando quindi in anticipo quali trattamenti sanitari potranno essere messi in atto e quali no nel caso di una futura impossibilità di esprimere il proprio pensiero. Compilando il testamento biologico, una persona può quindi decidere quali cure accettare e quali terapie rifiutare: la legge prevede che si possa rifiutare di sottoporsi a rianimazione, somministrazione di oppiacei e antidolorifici, intubazione e sedazione profonda. Il testamento biologico è quindi un atto legale che vincola il medico e tutto il personale sanitario a rispettare quanto scritto dal testatore.

Come fare testamento biologico

Perché il testamento biologico sia valido dal punto di vista legale, deve essere attentamente compilato seguendo alcune precise regole previste dalla legge in vigore: in caso contrario, il testamento non avrà alcun valore legale. Ecco quindi tutti i dettagli su come fare testamento biologico. Per prima cosa, devono essere inseriti tutti i dati anagrafici del testatore, quali nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza e domicilio ed è possibile redigere il documento a mano, al computer oppure tramite video. Vanno poi inserite le tipologie di trattamento a cui si accetta di sottoporsi e quelle che invece non devono essere intraprese. È poi possibile, ma non obbligatorio, inserire le proprie disposizioni post mortem, quali la donazione di organi oppure le indicazioni per il proprio funerale. Inoltre, è necessario indicare un fiduciario, ossia colui che si rapporterà con i medici nel momento in cui il testatore sarà impossibilitato a farlo e che si accerterà che le volontà espresse nel testamento vengano rispettate. Per far sì che il documento acquisti un valore legale, è infine obbligatorio autenticarlo e depositarlo: sarà possibile rivolgersi ad un notaio oppure consegnarlo personalmente presso il proprio Comune che si occuperà di trasmettere i dati raccolti alla banca dati nazionale DAT. Ricordiamo infine che il testamento biologico può essere modificato e aggiornato in qualunque momento.

13
Gen

Lapide funeraria in marmo e granito

La scelta della giusta lapide funeraria in marmo e granito non è mai semplice da affrontare, da una parte per la delicata situazione di lutto, dall’altra perché l’arte funeraria è molto ricca di simboli e di possibilità di scelta tra cui è necessario districarsi. Vediamo dunque assieme come scegliere la giusta lapide funeraria per commemorare nel miglior modo possibile il proprio caro.

Lapidi in marmo e granito: come scegliere il materiale

Generalmente le lapidi funebri vengono scelte dai parenti del defunto direttamente tra i modelli e le tipologie disponibili presso l’agenzia di pompe funebri scelta per lo svolgimento della cerimonia funebre ma per onorare e mantenere sempre vivo il ricordo del proprio caro, è possibile commissionare la realizzazione su misura della lapide: in questo caso sarà possibile scegliere il materiale utilizzato, la forma e le dimensioni, le tipologie di incisioni da apportare e le decorazioni sacre da aggiungere come ornamento. La possibilità di personalizzazione è quindi totale. Ad oggi, sono le lapidi in marmo e granito quelle più diffuse, grazie alla loro eleganza e agli aspetti funzionali e pratici che le caratterizzano. Il marmo e il granito sono infatti due materiali molto resistenti, caratteristica che consente loro di non rovinarsi anche se esposti alle intemperie e agli sbalzi di temperatura, e garantiscono grande facilità di pulizia. Sono inoltre i due materiali che più si prestano alla personalizzazione: gli artigiani marmisti infatti possono intagliarli e scolpirli nei minimi dettagli, dando vita a vere e proprie opere d’arte funerarie.

Accessori e incisioni su lapidi in marmo e granito

Nell’arte funeraria, gli accessori e le decorazioni da poter aggiungere alla lapide sono molto numerosi, partendo dalla semplice cornice per la foto, passando per il vaso portafiori e la lampada votiva, fino ad arrivare all’applicazione di targhe commemorative. Molto diffuse sulle lapidi in marmo sono le incisioni che donano un tocco di eleganza al nome e al cognome del defunto e all’epigrafe scelta. È inoltre possibile incidere nella lapide un disegno, come un’immagine sacra oppure un simbolo caro al defunto. Per qualsiasi informazione riguardo le possibilità di personalizzazione e di incisioni su lapidi in marmo, l’impresa funebre L’Alba è a completa disposizione.

17
Dic

Testamento olografo

Il testamento olografo è sempre più diffuso in Italia perché è la forma più semplice e allo stesso tempo più economica per esprimere le proprie ultime volontà. Vediamo quindi un esempio di testamento olografo spiegandone le caratteristiche.

Come fare testamento olografo

Il testamento olografo è la modalità più semplice e veloce per mettere per iscritto le proprie volontà perché non richiede la presenza di un notaio né di alcun testimone: è possibile redigerlo in maniera completamente autonoma, rispettano alcune semplici regole formali per evitare di renderlo nullo. Quindi, come fare testamento olografo? Il testatore deve scrivere di suo pugno, su qualsiasi foglio di carta, le proprie volontà, indicando quali beni di sua proprietà vuole lasciare in eredità e a chi spetterà questo patrimonio. È importante che il testamento olografo rispetti questi tre criteri:

  • Autografia: deve essere scritto interamente a mano, direttamente dal testatore. La presenza di una parte scritta a macchina, a computer o da una terza persona renderà nullo l’atto;
  • Data: il testamento olografo deve presentare l’indicazione del giorno, mese e anno in cui viene sottoscritto. Questo criterio serve a determinare quale testamento prevalga in presenza di molteplici versioni;
  • Sottoscrizione: il testatore deve firmare il documento, non necessariamente con nome e cognome, ma con una forma tale da designare con certezza il testatore.

Il modello del testamento olografo

Essendo un atto scritto di pugno dal testatore, non esiste un modello predefinito di testamento olografo. È infatti possibile scriverlo sotto forma di lettera per un parente caro, firmandosi con pseudonimi quali “Papà” e “Mamma”, oppure in maniera più rigorosa e formale, utilizzando formule quali “Io sottoscritto, nel pieno delle mie facoltà mentali, dichiaro di volere…”. Non è obbligatorio scriverlo in lingua italiana: il codice civile rende infatti valido un testamento olografo scritto anche in dialetto o in qualsiasi altra lingua, purché risulti chiara e non fraintendibile la volontà del testatore. È importante ricordare che deve essere scritto a mano, quindi se si rendono necessarie più copie, non è possibile fotocopiare l’originale: ogni singola versione dovrà essere riscritta di pugno dal testatore.

 

17
Dic

Fiori per funerale | L’Alba Onoranze Funebri

La perdita di una persona cara è un momento molto delicato ed è spesso difficile trovare le giuste parole per esprimere la propria vicinanza. In queste circostanze il modo migliore per porgere le proprie condoglianze è regalare dei fiori, un gesto semplice e discreto ma molto significativo. Vediamo quindi quali sono i fiori per funerale e come sceglierli.

La simbologia dei fiori per defunti

Al momento dell’acquisto dei fiori per defunti, bisogna avere alcune accortezze nella scelta della tipologia più adatta perché ogni fiore porta con sé un preciso messaggio. In Italia la tradizione vuole che tra i fiori più indicati per un funerale ci sia il crisantemo, che simboleggia proprio il lutto e il dolore per la perdita, seguito poi dal ciclamino, che veicola un messaggio di vicinanza e di consolazione, e dal bucaneve, che rappresenta invece la rassegnazione e l’addio. Molto utilizzate sono anche le rose e le calle, entrambe simbolo di affetto, mentre per un defunto di giovane età è bene optare per il giglio bianco e il gladiolo. È bene prestare attenzione anche alla scelta dei colori: il giallo è più indicato per gli uomini e il rosa per le donne; il bianco esprime pace, serenità e stima mentre il blu conforto e calma. Nel caso in cui non sia possibile presenziare alla veglia funebre, si consiglia invece di regalare un mazzo di fiori sui toni del viola. Se il defunto era una persona a voi molto cara e vicina, è importante che i fiori rappresentino la sua personalità o i suoi colori preferiti: per una persona vivace scegliere quindi una composizione floreale funebre luminosa, mentre per un carattere più intimo e riservato, preferire dei toni più semplici e delicati.

Le tipologie di addobbi floreali funebri

A seconda della relazione e del rapporto che avevate con la persona defunta, è possibile scegliere tra diverse tipologie di addobbi floreali funebri. Il cuscino di fiori, che viene poi adagiato sulla bara, è solitamente riservato ai parenti ed amici stretti, così come le corone di fiori che vengono utilizzate per allestire e addobbare la chiesa durante il rito funebre. Se il rapporto non era invece intimo, la scelta ricade su una composizione floreale funebre come una cesta di vimini, un mazzo di fiori classico oppure a forma di croce. È importante ricordare che, secondo la tradizione, i fiori non devono essere consegnati di persona, ma devono essere recapitati direttamente ai familiari prima del funerale accompagnati da un messaggio di condoglianze e di vicinanza, come un telegramma o un biglietto di cordoglio.

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