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13
Gen

Lapide funeraria in marmo e granito

La scelta della giusta lapide funeraria in marmo e granito non è mai semplice da affrontare, da una parte per la delicata situazione di lutto, dall’altra perché l’arte funeraria è molto ricca di simboli e di possibilità di scelta tra cui è necessario districarsi. Vediamo dunque assieme come scegliere la giusta lapide funeraria per commemorare nel miglior modo possibile il proprio caro.

Lapidi in marmo e granito: come scegliere il materiale

Generalmente le lapidi funebri vengono scelte dai parenti del defunto direttamente tra i modelli e le tipologie disponibili presso l’agenzia di pompe funebri scelta per lo svolgimento della cerimonia funebre ma per onorare e mantenere sempre vivo il ricordo del proprio caro, è possibile commissionare la realizzazione su misura della lapide: in questo caso sarà possibile scegliere il materiale utilizzato, la forma e le dimensioni, le tipologie di incisioni da apportare e le decorazioni sacre da aggiungere come ornamento. La possibilità di personalizzazione è quindi totale. Ad oggi, sono le lapidi in marmo e granito quelle più diffuse, grazie alla loro eleganza e agli aspetti funzionali e pratici che le caratterizzano. Il marmo e il granito sono infatti due materiali molto resistenti, caratteristica che consente loro di non rovinarsi anche se esposti alle intemperie e agli sbalzi di temperatura, e garantiscono grande facilità di pulizia. Sono inoltre i due materiali che più si prestano alla personalizzazione: gli artigiani marmisti infatti possono intagliarli e scolpirli nei minimi dettagli, dando vita a vere e proprie opere d’arte funerarie.

Accessori e incisioni su lapidi in marmo e granito

Nell’arte funeraria, gli accessori e le decorazioni da poter aggiungere alla lapide sono molto numerosi, partendo dalla semplice cornice per la foto, passando per il vaso portafiori e la lampada votiva, fino ad arrivare all’applicazione di targhe commemorative. Molto diffuse sulle lapidi in marmo sono le incisioni che donano un tocco di eleganza al nome e al cognome del defunto e all’epigrafe scelta. È inoltre possibile incidere nella lapide un disegno, come un’immagine sacra oppure un simbolo caro al defunto. Per qualsiasi informazione riguardo le possibilità di personalizzazione e di incisioni su lapidi in marmo, l’impresa funebre L’Alba è a completa disposizione.

17
Dic

Testamento olografo

Il testamento olografo è sempre più diffuso in Italia perché è la forma più semplice e allo stesso tempo più economica per esprimere le proprie ultime volontà. Vediamo quindi un esempio di testamento olografo spiegandone le caratteristiche.

Come fare testamento olografo

Il testamento olografo è la modalità più semplice e veloce per mettere per iscritto le proprie volontà perché non richiede la presenza di un notaio né di alcun testimone: è possibile redigerlo in maniera completamente autonoma, rispettano alcune semplici regole formali per evitare di renderlo nullo. Quindi, come fare testamento olografo? Il testatore deve scrivere di suo pugno, su qualsiasi foglio di carta, le proprie volontà, indicando quali beni di sua proprietà vuole lasciare in eredità e a chi spetterà questo patrimonio. È importante che il testamento olografo rispetti questi tre criteri:

  • Autografia: deve essere scritto interamente a mano, direttamente dal testatore. La presenza di una parte scritta a macchina, a computer o da una terza persona renderà nullo l’atto;
  • Data: il testamento olografo deve presentare l’indicazione del giorno, mese e anno in cui viene sottoscritto. Questo criterio serve a determinare quale testamento prevalga in presenza di molteplici versioni;
  • Sottoscrizione: il testatore deve firmare il documento, non necessariamente con nome e cognome, ma con una forma tale da designare con certezza il testatore.

Il modello del testamento olografo

Essendo un atto scritto di pugno dal testatore, non esiste un modello predefinito di testamento olografo. È infatti possibile scriverlo sotto forma di lettera per un parente caro, firmandosi con pseudonimi quali “Papà” e “Mamma”, oppure in maniera più rigorosa e formale, utilizzando formule quali “Io sottoscritto, nel pieno delle mie facoltà mentali, dichiaro di volere…”. Non è obbligatorio scriverlo in lingua italiana: il codice civile rende infatti valido un testamento olografo scritto anche in dialetto o in qualsiasi altra lingua, purché risulti chiara e non fraintendibile la volontà del testatore. È importante ricordare che deve essere scritto a mano, quindi se si rendono necessarie più copie, non è possibile fotocopiare l’originale: ogni singola versione dovrà essere riscritta di pugno dal testatore.

 

17
Dic

Fiori per funerale | L’Alba Onoranze Funebri

La perdita di una persona cara è un momento molto delicato ed è spesso difficile trovare le giuste parole per esprimere la propria vicinanza. In queste circostanze il modo migliore per porgere le proprie condoglianze è regalare dei fiori, un gesto semplice e discreto ma molto significativo. Vediamo quindi quali sono i fiori per funerale e come sceglierli.

La simbologia dei fiori per defunti

Al momento dell’acquisto dei fiori per defunti, bisogna avere alcune accortezze nella scelta della tipologia più adatta perché ogni fiore porta con sé un preciso messaggio. In Italia la tradizione vuole che tra i fiori più indicati per un funerale ci sia il crisantemo, che simboleggia proprio il lutto e il dolore per la perdita, seguito poi dal ciclamino, che veicola un messaggio di vicinanza e di consolazione, e dal bucaneve, che rappresenta invece la rassegnazione e l’addio. Molto utilizzate sono anche le rose e le calle, entrambe simbolo di affetto, mentre per un defunto di giovane età è bene optare per il giglio bianco e il gladiolo. È bene prestare attenzione anche alla scelta dei colori: il giallo è più indicato per gli uomini e il rosa per le donne; il bianco esprime pace, serenità e stima mentre il blu conforto e calma. Nel caso in cui non sia possibile presenziare alla veglia funebre, si consiglia invece di regalare un mazzo di fiori sui toni del viola. Se il defunto era una persona a voi molto cara e vicina, è importante che i fiori rappresentino la sua personalità o i suoi colori preferiti: per una persona vivace scegliere quindi una composizione floreale funebre luminosa, mentre per un carattere più intimo e riservato, preferire dei toni più semplici e delicati.

Le tipologie di addobbi floreali funebri

A seconda della relazione e del rapporto che avevate con la persona defunta, è possibile scegliere tra diverse tipologie di addobbi floreali funebri. Il cuscino di fiori, che viene poi adagiato sulla bara, è solitamente riservato ai parenti ed amici stretti, così come le corone di fiori che vengono utilizzate per allestire e addobbare la chiesa durante il rito funebre. Se il rapporto non era invece intimo, la scelta ricade su una composizione floreale funebre come una cesta di vimini, un mazzo di fiori classico oppure a forma di croce. È importante ricordare che, secondo la tradizione, i fiori non devono essere consegnati di persona, ma devono essere recapitati direttamente ai familiari prima del funerale accompagnati da un messaggio di condoglianze e di vicinanza, come un telegramma o un biglietto di cordoglio.

25
Nov

Necrologi funebri ad Alba

Cosa sono, come si scrivono e come pubblicare i necrologi funebri. Una rapida guida per affrontare questa incombenza in un momento così delicato.

Cos’è un necrologio funebre?

La scomparsa di una persona cara è un momento di grande dolore per chi resta, che si trova ad affrontare anche alcune pratiche che possono risultare particolarmente difficili in queste circostanze. Una di queste è la scrittura di un necrologio funebre. Se infatti nei piccoli centri vi è l’abitudine di  ricorrere a manifesti funebri, nelle grandi città è possibile usufruire anche di riviste, quotidiani locali o siti web. Si tratta di alcune frasi in memoria del caro estinto, volte a ricordare quanto è stato importante per la famiglia o per la comunità stessa. La redazione di un necrologio funebre è un’operazione molto importante che può apparire semplice ma non è: si devono trovare le giuste parole, senza correre il rischio di cadere nella banalità o peggio ancora risultare fuori luogo.

Come si scrive un annuncio funebre?

Quando si scrive un annuncio funebre è bene utilizzare un linguaggio sommesso e sobrio e rimanere sintetici quanto possibile senza apparire distaccati. In primo luogo si devono indicare i dati anagrafici del defunto (prima il nome e poi il cognome). Qualora la persona venuta a mancare sia una donna sposata dovrà seguire il cognome del marito oppure – in caso il marito sia morto in precedenza – la dicitura vedova. Sull’annuncio funebre devono essere poi specificati la data ed il luogo del decesso. Infine andranno scritti i nomi delle persone che comunicano la triste notizia – solitamente genitori, moglie, marito, figli, fratelli e sorelle – e la data, l’orario ed il luogo della cerimonia. Attenzione deve essere prestata anche alla grafica dell’annuncio funebre che deve rispecchiare la personalità ed il credo dell’estinto con l’eventuale presenza se gradita di decorazioni floreali e/o religiose.

Dove pubblicare un necrologio?

La domanda che resta da porgersi è “dove pubblicare un necrologio?”. È possibile, come detto, chiedere la pubblicazione alle testate giornalistiche la sua pubblicazione sui siti web, sulle riviste oppure sui quotidiani. È un servizio a pagamento in cui le regole sono diverse in base a quanto stabilito dall’editore. Solitamente questo spazio deve essere riservato entro la sera che precede il giorno della pubblicazione che deve essere due giorni prima della celebrazione delle esequie. Oltre a capire dove pubblicare un necrologio, bisogna capire la procedura. Solitamente questa incombenza viene affidata all’agenzia di onoranze funebri che invierà il testo via fax o via mail, telefonicamente dettando il necrologio oppure se previsto attraverso il form dedicato.

18
Nov

Cos’è una camera mortuaria e quanto può giacervi un defunto

Qual è il periodo di permanenza di un defunto in camera mortuaria o in obitorio? Ecco cosa avviene alle salme in attesa della tumulazione.

La differenza tra obitorio e camera mortuaria

Esiste una differenza tra obitorio e camera mortuaria, nonostante spesso questi due luoghi vengano confusi. L’obitorio è un edificio oppure una stanza (solitamente posta nei seminterrati dell’ospedale) dove sono contenuti i cadaveri dei defunti prima che sia svolta l’eventuale autopsia oppure in caso la salma debba essere ancora identificata. Questi locali devono essere refrigerati al fine di impedire la decomposizione dei corpi. La differenza tra obitorio e camera mortuaria consiste nel fatto che quest’ultima invece si trova all’interno dei cimiteri o degli ospedali (se previsto dalla struttura) ed è dove vengono collocati i feretri prima del funerale. Altro termine che crea spesso smarrimento è quello di camera ardente, che invece  il luogo dove viene esposta la salma prima della sepoltura che deve essere appositamente predisposto per lo scopo e può essere anche all’interno di un’abitazione privata.

L’allestimento della camera mortuaria in ospedale

Qualora il decesso avvenga all’interno di una struttura pubblica, sarà possibile allestire la camera mortuaria in ospedale. Normalmente la salma rimane nel reparto dove si trovava oppure in pronto soccorso per circa due ore, dando la possibilità ad amici e parenti di salutare il caro estinto. Trascorso questo tempo verrà trasferita all’interno della camera mortuaria dell’ospedale, dove rimarrà sotto osservazione per un periodo di non meno di 24 ore al fine di accertarne la morte con un tanatogramma ossia un elettrocardiogramma prolungato per almeno 20 minuti da cui non risulti attività cardiaca. All’interno della camera mortuaria in ospedale può essere allestita eventualmente anche la camera ardente se previsto. In questo caso il personale ospedaliero provvederà alla vestizione ed alla preparazione della salma, che rimarrà esposta sino al mattino del giorno del funerale.

Qual è il periodo di permanenza del defunto in camera mortuaria?

Come detto precedentemente, il periodo di permanenza del defunto in camera mortuaria deve essere non inferiore alle 24 ore dopo il decesso. Per quanto riguarda il periodo massimo, invece, la legge italiana non stabilisce un tempo. Solitamente è infatti la Polizia Mortuaria del Comune in cui è avvenuto il decesso a regolare in termini temporali un periodo di permanenza del defunto in camera mortuaria. Per qualsiasi informazione in merito e per quanto riguarda le normative previste per Alba ed i comuni limitrofi, lo staff di L’Alba Onoranze Funebri è a completa disposizione.

28
Ott

Cofani funebri tipologia e produzione

Come scegliere un cofano funebre in base alla tipologia, ai materiali impiegati ed alle dimensioni dello stesso.

L’importanza della scelta dei cofani funebri

I cofani funebri rappresentano la destinazione ultima del defunto e per questa ragione sono molto importanti per il ricordo del caro estinto. La scelta della giusta tipologia viene effettuata in un momento difficile dal punto di vista psicologico e per questo può essere ardua. Per quanto riguarda il materiale, ancora oggi il legno è quello più utilizzato, tuttavia vi sono varie essenze disponibili tra cui poter scegliere. Quelli più massicci sono ideali per il trasporto ed hanno anche grande resa estetica. Per quel che concerne il colore, invece, vi sono modelli di cofani funebri più chiari come quelli realizzati in larice, pino, abete oppure faggio o più scuri come tra gli altri noce, ebano e rovere. Data l’ampia scelta, la decisione varia in base al gusto personale dei parenti oppure della persona venuta a mancare, se ha lasciato testamento.

Le dimensioni della bara funebre e altri aspetti da considerare

Le caratteristiche sono molteplici, ma l’aspetto più importante da considerare al momento dell’acquisto è quello delle dimensioni della bara funebre che variano a seconda delle caratteristiche del corpo del defunto. Questo aspetto va di pari passo con le imbottiture interne, che devono rendere confortevole la sistemazione del caro estinto e per tale motivo sono generalmente realizzate in seta. Solitamente, poi, all’interno di una bara è presente una cassa di zinco, che è utile per sigillare facilmente la salma. Oltre alle dimensioni della bara funebre, si deve prestare attenzione anche alle decorazioni interne riguardanti soggetti religiosi. Il consiglio migliore è di rivolgersi a professionisti del settore, in quanto le casse funebri devono rispettare determinate caratteristiche stabilite dalla legge che riguardano impermeabilità, resistenza e spessore.

La produzione di cofani funebri

Come detto, la produzione di cofani funebri è un’arte molto particolare ed allo stesso tempo delicata. Durante la realizzazione, infatti, bisogna prestare attenzione alle normative vigenti. La bara deve essere predisposta adeguatamente per sopportare gli spostamenti e per giacere a lungo sotto terra. Inoltre durante la produzione di cofani funebri vanno rispettati i criteri di impermeabilità per evitare la fuoriuscita di liquidi corporei che potrebbero sversarsi all’interno della stessa. A tal proposito, una caratteristica fondamentale delle bare riguarda la zincatura. Questo metallo garantisce una tenuta ermetica in grado di isolare la salma dall’esterno per ovviare al problema degli odori. Inoltre durante la produzione dei cofani funebri deve essere installata un’apposita valvola che impedisce la rottura degli stessi e filtra i gas in uscita.

14
Ott

Arte funeraria: lapidi e accessori

Come scegliere e quali sono i monumenti funebri artigianali migliori per ricordare la memoria di un caro estinto, con un’attenzione particolare verso gli accessori ed i prezzi.

I colori ed i materiali delle lapidi per il loculo

La scelta delle lapidi per il loculo non è mai semplice, perché porta con sé una decisione difficile in un momento così critico della vita. Per ricordare ed omaggiare un caro estinto è possibile chiedere la realizzazione di monumenti funebri artigianali personalizzati. Bisogna tener conto, durante l’acquisto delle lapidi per il loculo, in primo luogo del materiale impiegato. In base a questo, infatti, il prezzo varierà notevolmente. I professionisti di questo settore sono definiti marmisti, ma possono utilizzare anche ad esempio l’ardesia o il granito. Quest’ultima è la pietra più usata e rappresenta imponenza, resistenza e forza. Per quanto riguarda i colori, invece, solitamente vengono scelti il nero, il bianco oppure il grigio ma non mancano esempi con venature verdi o rosee.

I prezzi delle lapidi cimiteriali

Come detto, i prezzi delle lapidi cimiteriali variano in base al materiale scelto ed al tipo di lavorazione che occorre per modellarlo. Solitamente il costo va dagli 800 sino ai 3000 euro, ma si può arrivare anche a 5000 euro per alcune lapidi che assumono la forma di una vera e propria opera d’arte. A far aumentare i prezzi delle lapidi cimiteriali concorrono anche le incisioni oppure le aggiunte di altri materiali come il bronzo, che viene spesso impiegato per far risaltare la lucentezza ad esempio del marmo. Ad incidere sul costo finale vi sono poi gli accessori funerari come le incisioni di frasi o simboli in ricordo del defunto oppure le immagini sacre. Queste vengono posizionate sulla lapide sotto forma di scultura metallica o come incisione sulla roccia stessa.

Gli accessori dell’arte funeraria

Una parte importante se non fondamentale della lapide sono gli accessori dell’arte funeraria. Nella maggior parte dei casi nel luogo di sepoltura è presente un’immagine del defunto, che può essere a colori o in bianco e nero in base alle preferenze. Per un ricordo più dolce è preferibile che la foto ritragga la persona estinta in un momento felice e con una posa naturale. Essa sarà stampata su ceramica e incorniciata sul marmo. Tra gli accessori dell’arte funeraria più scelti e che non possono mancare vi sono poi i portafiori e le lampade votive a cero oppure elettriche. Qualora si possegga invece una cappella cimiteriale di famiglia, ad essi si aggiungono lampadari, candelabri e crocefissi.

26
Set

Loculo e concessione cimiteriale

Cosa sono le concessioni cimiteriali, quanto durano e cosa comportano per i destinatari. È possibile revocare una concessione perpetua? Quali obblighi hanno gli eredi in caso di morte dell’intestatario della concessione? In questo articolo un piccolo excursus su questa materia molto delicata.

In cosa consiste la concessione cimiteriale

La concessione cimiteriale è un diritto di superficie (se riguarda la terra) e dunque non si configura esattamente come una proprietà. Per tutta la durata della concessione la proprietà del manufatto realizzato dal concessionario rimane in capo a lui ed ai suoi eredi. Stessa situazione vale per l’obbligo manutentivo. La pulizia ed il decoro dei luoghi predisposti alla sepoltura sono infatti a proprio carico, pena la revoca della stessa. Il rilascio della concessione cimiteriale dà diritto all’uso della sepoltura per un periodo prestabilito che varia a seconda del regolamento comunale di polizia mortuaria e del tipo di sepoltura concesso. Qualora il titolare venga a mancare, i discendenti devono comunicare tale notizia entro i termini previsti, individuando i nuovi concessionari.

Le concessioni perpetue possono finire?

In base al principio di irretroattività della norma giuridica, le concessioni perpetue non possono essere cambiate d’imperio dal Comune trasformandole in “tempo determinato”. Tuttavia questa situazione può essere modificata a seguito di una richiesta dei concessionari – che deve venire però accolta dal Comune – attraverso una procedura specifica con attribuzione di una nuova concessione. Invece qualora sussistano i presupposti il Comune può d’ufficio pronunciare la decadenza senatoria oppure la revoca delle concessioni perpetue per prevalente interesse pubblico. Vi sono inoltre due esempi abbastanza diffusi di procedure che consentono di variare il precedente regime concessorio: in caso di estumulazione di una salma e tumulazione di una nuova salma oppure per la rinuncia da parte del titolare della concessione perpetua del loculo in cambio di una gratuita a tempo determinato di ossarietto.

La concessione cimiteriale e gli eredi: cosa succede

Cosa disciplina la normativa riguardo la concessione cimiteriale e gli eredi? Qualora avvenisse il decesso dell’intestatario della stessa, uno degli eredi viventi del defunto deve richiedere la voltura della concessione. La presentazione della domanda, generalmente, deve avvenire presso l’ufficio segreteria del Comune attraverso il modello per la voltura, specificando i dati anagrafici ed il numero della concessione. Inoltre è necessario allegare l’elenco dei coeredi viventi che devono essere a conoscenza della voltura stessa e degli obblighi di manutenzione e di decadenza che la concessione del sepolcro comporta in base a quanto previsto dal Regolamento di polizia mortuaria.

12
Set

Dichiarazione di successione: cos’è e documenti utili

La dichiarazione di successione e le pratiche ad essa connesse devono essere espletate in caso di lutto. In questo articolo scenderemo maggiormente nel dettaglio per quanto riguarda queste documentazioni e la modalità della loro presentazione.

Dove presentare la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, dalle persone chiamate in causa dall’eredità, e dai legatari entro e non oltre i 12 mesi dalla data di apertura della successione. Essa coincide generalmente con la data di decesso del contribuente. La dichiarazione di successione può essere effettuata in diversi modi: tramite un intermediario abilitato, tramite i servizi telematici online oppure presso l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate. Qui si verrà assistiti ed orientati attraverso programmi informatici di supporto in modo da rendere più agevole e sicura la predisposizione della dichiarazione di successione. Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione i parenti in linea diretta e il coniuge se la successione non comprende beni immobili e diritti reali immobiliari e nel caso in cui il valore complessivo dei beni non supera i 100 mila euro.

In cosa consiste la successione ereditaria

La morte di una persona fa cessare la sua “capacità giuridica” lasciando inalterati i diritti personali (tra cui quelli patrimoniali) esistenti in capo al defunto. La successione ereditaria permette agli eredi di subentrare in tutti i rapporti giuridici esistenti. Questa viene regolata nel Libro Secondo del Codice Civile e non comporta unicamente il trasferimento dei beni mobili, immobili ed altri diritti reali ma anche quello degli obblighi che la persona venuta meno ha assunto in vita. Tra di essi rientrano ad esempio le imposte arretrate e i debiti, a cui gli eredi devono far fronte in proporzione ai loro diritti. Esistono due tipi di successione ereditaria: è testamentaria quando i beni sono devoluti in conformità con la volontà scritta del defunto oppure viene detta legittima quando gli eredi succedono alla persona venuta a mancare in forza di legge.

Quanto costa la tassa di successione

A partire dal 3 ottobre tutte le successioni ereditarie sono soggette al pagamento della tassa di successione. In termini di costi, per coniugi o parenti in linea diretta vi è il 4% sul valore dei beni e dei diritti, con franchigia per ogni beneficiario di 1000000 euro, mentre per fratelli e sorelle è fissata al 6% con franchigia per ogni beneficiario di 100 mila euro. Per parenti fino al quarto grado è il 6% mentre per altri soggetti sale all’8%. La legge prevede che siano esclusi dal pagamento della tassa di successione persone residenti all’estero, lo Stato, le Province, le Regioni ed i Comuni e gli Enti come fondazioni ed associazioni.

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